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25/07/2020

Guerra dei pasti Ladisa perde l’appalto Asl

La Repubblica - Gabriella De Matteis

Il caso
Il Tar respinge il ricorso dell'azienda barese, che ora dovrà cedere il servizio alla Cascina
I giudici del Tar spiegano bene il concetto: la gestione del servizio di ristorazione negli ospedali e nelle strutture sanitarie dell'Asl Bat costa meno con il nuovo appalto che con il regime di proroga. L'operato dell'azienda sanitaria che ha bandito una nuova gara, quindi, è stato legittimo. E' una sentenza del Tribunale amministrativo di Bari a chiudere almeno per il momento il contenzioso nato attorno alla procedura per l'affidamento del servizio di preparazione e consegna dei pasti ai degenti delle strutture sanitarie dell'Asl di Trani, Andria e Barletta, un servizio da più di quattro milioni di euro. Ad avviare la guerra di ricorsi e carte bollate è stata la Ladisa che ha chiamato in causa una delle sue principali concorrenti e cioè la Cascina, aggiudicataria della gara. A novembre dello scorso anno, l'azienda sanitaria ha bandito la procedura per l'appalto della durata di due anni (con una possibile proroga di altri 12 mesi). Sono tre le aziende che sono invitate a presentare una propria offerta: la Ladisa che da qualche mese gestiva in proroga il servizio in attesa della gara, la Cascina Global Service (quale mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese) e la Dussmann. Il 29 aprile scorso la Commissione di gara attribuisce i punteggi alle tre proposte. L'ati Cascina/Pastore ottiene 75,82 punti contro i 73,58 della Ladisa e i 56,61 della Dussmann. La gara viene quindi aggiudicata al primo raggruppamento di imprese al costo complessivo di due milioni e duecento mila euro l'anno. La Ladisa però contesta l'operato della commissione di gara e lo fa prima presentando una richiesta di accesso agli atti e poi con un ricorso al Tar sostenendo "la mancata verifica del carattere anomalo dell'offerta aggiudicataria" perché ritenuta troppo bassa. Argomentazioni che i giudici del Tar non condividono per un motivo molto semplice: le offerte di Ladisa e Cascina sono sovrapponibili (la differenza nel costo dell'appalto è dell'1,2 per cento). «Non si vede dunque - ragiona il Tribunale amministrativo - come la ricorrente possa invocare la sottoposizione dell'offerta aggiudicataria alla verifica dell'anomalia posto che le due offerte sostanzialmente coincidono». Non solo: la pretesa della Ladisa di paragonare il costo del servizio con la proroga del precedente appalto e quello della nuova gara, secondo i giudici, è sbagliato anche perché nel primo caso le spese sostenute dalla Asl sono più alte. «Ne deriva - si legge nella sentenza - che la pubblica amministrazione non ha aggiudicato la procedura di gara a valori insostenibili per le imprese, bensì a valori di mercato; piuttosto è la prosecuzione della proroga in atto a comportare diseconomie per la stazione appaltante». L'affidamento del servizio all'ati composta dalla Cascina e dalla Pastore è quindi legittimo, la Ladisa dovrà risarcire anche le spese legali. L'Asl Bat ha bandito la gara di due anni in attesa che InnovaPuglia istruisca il maxiappalto per la ristorazione in tutti gli ospedali pugliesi, procedura più volte annunciata ma mai partita.

Foto: In gara Battaglia legale della Ladisa per l'appalto dei pasti della Asl