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23/05/2020

Gubbio, forniture e appalti alle ditte locali

Il Messaggero

LA STRATEGIA
GUBBIO La situazione è più che complicata, tra la gestione dell'emergenza sanitaria specie dopo gli assembramenti del 15 maggio (ufficializzato ieri il divieto di consumo di alcol in luoghi pubblici e la stretta su bar e locali) e le ripercussioni del coronavirus sul tessuto economico-produttivo locale. Ai risvolti sociali disastrosi, per gli effetti del lockdown, guarda l'amministrazione comunale che già prima della crisi pandemica faceva i conti col peggior Pil dell'Umbria. Mentre ci sono fortissime pressioni per un blocco delle tasse locali, e non un semplice rinvio, la maggioranza di Stirati si pone il problema di come sostenere in qualche modo un rilancio. Viene avanti un'idea, sulla quale insiste molto la lista civica Scelgo Gubbio, per dare un po' d'ossigeno: privilegiare le imprese locali nell'effettuazione dei lavori pubblici e avere come fornitori le ditte pressoché esclusivamente eugubine, attraverso la formula dell'appalto diretto, con inviti ristretti alle gare.
Si può fare, a termini di legge, per importi prestabiliti che variano nel loro tetto massimo a seconda delle forniture e degli interventi. Si ragiona sulla possibilità di spacchettare quanto più possibile gli interventi, così da rendere praticabile la via dell'affidamento invitando a rotazione le ditte locali, cercando di coinvolgere tutti senza che gli appalti attraggano e finiscano a imprese esterne. Non è un mistero che ormai da anni le gare d'appalto vengono aggiudicate per lo più a imprenditori provenienti da fuori Gubbio, che poi talvolta coinvolgono realtà eugubine in una sorta di sub-appalto. La formula del massimo ribasso espone a grossi rischi poiché favorisce le imprese che pur di lavorare sono disposte a tutto, e in qualche caso sono in forte sofferenza economica con ripercussioni sul destino di quell'appalto e le tempistiche dei lavori. C'è però da stare attenti con la Corte dei Conti che non consente gli spacchettamenti, ritenendo che un appalto di cifre consistenti favorisca i risparmi per la pubblica amministrazione. Con lo spacchettamento non cambia molto invece per i dirigenti del settore tecnico che hanno incentivi economici considerevoli nell'espletamento delle gare. I dirigenti guadagnano infatti in termini di produttività sul costo di ciascun appalto e dunque non comporterebbe perdite economiche personali.
Massimo Boccucci
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