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12/03/2020

Grosseto al centro ricorre al Tar contro l’ordinanza “taglia pini”

Il Tirreno - Francesca Ferri

Per salvare i 52 alberi di viale Mascagni l'associazione si rivolge ai giudici «Il sindaco non può sostituirsi agli uffici e discostarsi dai loro pareri» dopo la diffida
Francesca FerriGROSSETO. «Il sindaco non si può sostituire all'apparato amministrativo» del Comune. E un intervento progettato, approvato e appaltato nel 2018, cioè due anni fa, non può avere le caratteristiche di intervento motivato da "urgenza" e "contingenza". Così l'associazione Grosseto al centro (Gac) motiva il ricorso che ha presentato al Tar della Toscana nella tarda serata di lunedì 9 marzo. Oggetto del contendere è l'abbattimento di 52 pini in viale Mascagni, da parte del Comune di Grosseto, nell'ambito dei lavori per sistemare l'asfalto, rovinato dalle radici.Venerdì il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha emanato l'ordinanza contingibile e urgente numero 47 per sbloccare l'impasse che, da settembre, ha impedito l'avvio del cantiere, provocato dalle obiezioni e dalle proteste di Grosseto al centro (che ha presentato due diffide) e altre associazioni che sostengono che si può sistemare la strada e garantire la sicurezza senza rinunciare a questi pini.Il ricorso, presentato dal presidente dell'associazione Matteo Della Negra, si basa su tre motivi. Il primo è che non ci sono i requisiti per un'ordinanza contingibile e urgente, appunto perché sono due anni che il problema della strada dissestata è noto e perché, dice Gac, il Comune «ha avuto e ha tuttora i poteri ordinari e la tempistica per dare esecuzione» al progetto (anche se Gac non lo condivide).Il secondo motivo fa leva su alcuni difetti che, secondo l'associazione, connoterebbero l'azione amministrativa seguita dagli uffici comunali fin da febbraio 2018 e che, dice l'associazione, «hanno erroneamente indotto il sindaco a volersi sostituire al loro operato, esercitando poteri surrogatori che non gli competono».Ad esempio, nella prima diffida l'associazione poneva la questione del presunto conflitto di interessi del funzionario che ha progettato i lavori ma che è anche il verificatore del suo stesso progetto. Il parere chiesto dal Comune a un ingegnere esterno all'amministrazione, dice l'associazione, non affronta però questa questione. Grosseto al centro non ha, poi, potuto conoscere il contenuto del parere legale chiesto dal Comune sempre questo argomento. Né esiste documentazione sul fatto che il Comune abbia valutato soluzioni alternative all'abbattimento. Al sindaco viene contestato travisamento dei fatti ed eccesso di potere. Per quanto riguarda quest'ultimo, Gac contesta il passaggio dell'ordinanza in cui il sindaco dice che «non risulta attuabile» l'alternativa individuata «dal settore competente (limitazioni di velocità, variazione della configurazione della carreggiata)». Si chiede l'associazione: «Su quale base esperenziale e competenza specifica il sindaco ha ritenuto di potersi discostare dai pareri tecnici dei suoi uffici?». Della Negra contesta al sindaco anche l'eccesso di potere. «L'esecuzione ordinaria o anticipata dei lavori - si legge nel ricorso - compete esclusivamente al responsabile unico del procedimento e il sindaco non può ingerirsi nelle competenze di questi» con un'ordinanza extra ordinem «in violazione della specifica normativa di settore costituita dal Codice appalti. L'associazione chiede anche un risarcimento di 20mila euro per le spese sostenute in questi due anni per il progetto alternativo proposto al Comune, per le varie perizie fatte fare dagli esperti e per aver dovuto sottrarre tempo alle altre attività dell'associazione.Incalcolabile, invece, sarebbe il danno - chiude l'associazione - per la collettività se i 52 pini fossero abbattuti. «Un danno che si può qualificare come irreparabile», dice Della Negra. --