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21/12/2018

Grandi opere, piano per il maxi- polo Al lavoro Salini, Astaldi e la Cdp

Corriere della Sera - Federico De Rosa Fabio Savelli

Il supporto del governo e delle banche esposte. Il nodo delle obbligazioni
Inizia a prendere forma l'operazione di sistema per mettere in sicurezza il settore delle grandi opere, dove una dopo l'altra le grandi aziende tricolori stanno alzando bandiera bianca. Il lavoro si starebbe concentrando su uno schema di massima che ha l'obiettivo di consolidare il settore in un polo che verrebbe creato sotto la Salini Impregilo, leader italiano delle grandi opere. Uno schema che poggia su tre gambe - privato, banche e pubblico - con il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti, che si articolerebbe in diversi step. Il primo è il salvataggio di Astaldi, finita in concordato preventivo ad ottobre, che con i suoi 3 miliardi di euro di commesse pubbliche rappresenta la principale preoccupazione per l'effettiva realizzazione delle opere ed ha appena chiesto una proroga di due mesi per presentare un piano di rientro ai creditori. Discorso simile a quello di Condotte, in amministrazione straordinaria, che ha in pancia commesse e partecipazioni strategiche come il Terzo Valico di Genova - il cui rifinanziamento è stato appena sbloccato dal governo - il tunnel di Firenze per l'Alta velocità e il Mose di Venezia.

Il lavoro sta procedendo su due fronti. Il primo coinvolge Astaldi, con gli advisor Vitale& Associati e Rothschild, e le banche. Sul tavolo c'è sempre l'interesse dei giapponesi di Ihi, che all'inizio di gennaio dovrebbero presentare un'offerta vincolante. Tuttavia l'idea di risolvere non solo i problemi di Astaldi ma quelli dell'intero settore sta diventando prioritaria. Gli istituti di credito, con capofila Intesa Sanpaolo e Unicredit, starebbero valutando la possibilità di convertire una parte dei crediti per far decollare l'operazione, supportata dal governo preoccupato per lo stato dei cantieri. Nel piano sono coinvolte le strutture tecniche di tre ministeri (Tesoro, Trasporti e Sviluppo economico) che starebbero valutando la fattibilità tenendo in considerazione le ricadute sociali (l'occupazione) e finanziarie (Astaldi e il gruppo cooperativo Cmc hanno bond sul mercato che non riescono a rimborsare). Sarebbe allo studio anche una riformulazione del codice degli appalti. Sull'altro fronte sono impegnate invece Salini-Impregilo insieme alla Cassa depositi che nei giorni scorsi hanno firmato uno schema di lavoro. Il gruppo guidato da Pietro Salini e Cdp condividono già il piano per la ricostruzione del Ponte di Genova, in cui la Cassa partecipa attraverso la controllata Fincantieri. L'operazione di salvataggio di Astaldi prevederebbe in seconda battuta l'ingresso nel perimetro di alcune commesse di Condotte in Italia.


L'ipotesi contiene alcuni ostacoli. I vertici di Astaldi starebbero spingendo per la soluzione Ihi, che dovrebbe mettere sul piatto almeno 600 milioni nell'ambito di un rafforzamento patrimoniale da circa 2 miliardi, e confermerebbe al vertice Paolo Astaldi. Anche a Salini servirebbe però un rafforzamento di capitale per sostenere l'intera operazione e il primo azionista Salini Costruttori sembrerebbe disponibile a fare la sua parte, insieme alle banche e alla Cdp.


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La crisi delle costruzioni Tecnis Fonte: Ance L'Ego Le imprese in difficoltà Tra le prime 20 per fatturato (milioni €) I principali gruppi europei per fatturato (dati in miliardi di €) Grandi Lavori Fincosit 457 Unieco 273 Mantovani 185 Toto 45 Trevi 617 CMC 1.063 Condotte 1.315 Astaldi 3.004 Concordato preventivo Stress finanziario Concordato preventivo Concordato preventivo Amm. straordinaria Concordato in bianco VINCI ACS Hochtief Strabag Sacyr Salini Impregilo Liquidazione coatta amministrativa Richiesta di concordato con riserva Difficoltà finanziarie Ricavi Market Cap 40,2 46 34,8 10,5 22,6 13,5 8,4 3,4 3,0 1,2 6,3 0,8

Negoziato

Astaldi è in concordato
in continuità,
il gruppo cooperativo Cmc lo ha appena chiesto, Condotte è in amministra-zione straordinaria

Tre dei primi quattro general contractor
del Paese rischiano di avvitarsi bloccando
il prosieguo
dei lavori per alcune grandi opere

Il governo starebbe studiando un polo per le costruzioni con Cdp e Salini