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26/05/2020

Grandi Opere, commissari modello Genova?

Corriere L'Economia

Non sarà il «modello Genova» (per le molte perplessità espresse dall'Autorità Anticorruzione) ma poco ci manca. La scelta del governo finora è stata quella di rinviare la ripresa degli appalti pubblici di una quindicina di giorni per sciogliere alcuni «nodi tecnici». Ma questi nodi in realtà sembrano più politici. Al momento infatti si fronteggiano due modelli assai diversi. Il primo è quello che fa capo al viceministro grillino Giancarlo Cancelleri e che vede in prima linea gli amministratori delegati di Anas e Ferrovie, Massimo Simonini (nella foto) e Gianfranco Battisti (o quello di Rfi, Maurizio Gentile), che dovrebbero essere nominati commissari con il compito di accelerare sui rispettivi contratti di programma per un importo complessivo di 109 miliardi. Il modello di Cancelleri è molto simile al «modello Genova» perché prevede la sospensione del Codice degli Appalti e l'applicazione della sola normativa europea. Non tanto l'affidamento diretto ma gare da realizzare entro 45 giorni. A tagliare i tempi, la concessione della Via, la valutazione di impatto ambientale, in massimo 60 giorni. Più prudente la linea della ministra De Micheli che non intenderebbe mettere da parte il Codice dei Contratti ma semplificarlo (vedi articolo qui accanto, ndr ). Il programma dei lavori messo a punto dal ministero potrebbe valere circa 20 miliardi, affidandosi all'operato di una trentina di commissari per opere pubbliche strategiche da far partire entro un anno. Resta il piano da 196 miliardi già finanziati che seguirà le vie ordinarie e rientrerà nell'allegato al Documento di Economia e Finanza (Def).

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