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17/10/2018

Grandi opere, alloggi, restauri i dossier nella palude comunale

La Repubblica - DANIELE AUTIERI

L'analisi
La riqualificazione di San Basilio non parte dal 1998 Il recupero di 12 scuole è bloccato da mesi: tutti i cantieri al palo I giardini di via del Quirinale sono chiusi da due anni per una crepa nel muro di cinta ma i soldi sono stanziati A quasi mezzo secolo dall'aggiudicazione i lavori di raddoppio della Cassia paralizzati dalla mancanza del progetto esecutivo A Colle Fiorito ci sono trecento abitazioni per i meno abbienti Il bando è del 2002 ma mancano ancora strade e servizi
Il record spetta a San Basilio. Nel trentesimo quartiere di Roma venuto su negli anni Trenta e rinvigorito dopo la Seconda Guerra Mondiale con i soldi e i sogni americani del Piano Marshall, la riqualificazione assomiglia a un miracolo. Il programma di recupero urbano dell'area è stato lanciato nel 1998, ma solo nel 2005 è arrivata l'approvazione del progetto urbanistico. Quattro anni dopo, quindi nel 2009, la Convenzione ha indicato le opere pubbliche necessarie per la mobilità urbana e oggi, a un altro decennio di distanza, non è ancora stato aperto neanche un cantiere.
L'incredibile caso di San Basilio è stato citato ieri dal Presidente dei costruttori italiani, Gabriele Buia, nel corso della sua relazione all'Assemblea annuale dell'Ance.
Di fronte al ministro dell'Interno, Matteo Salvini, il presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili ha ricordato che «Roma vive una condizione disastrosa, inaccettabile, mentre avrebbe bisogno di risorse speciali come merita una capitale».
E proprio grazie alle analisi dell'Ance è oggi possibile ricostruire la rete dei ritardi che ha alimentato insicurezza e degrado nella città, una deriva che l'attuale giunta 5Stelle non è stata in grado di invertire rimanendo nel solco di quanto avvenuto negli ultimi anni.
«A Roma crollano palazzi anche senza un terremoto» ha commentato ieri la vicepresidente dell'Ance Roma, Giorgia Gorgerino. E quando crollano - verrebbe da aggiungere - i danni vengono pagati per mesi, se non per anni. Questo racconta la vicenda che coinvolge i giardini di via del Quirinale, chiusi da due anni a causa di una crepa emersa nel travertino del muro di cinta per via del terremoto che il 30 ottobre del 2016 ha colpito il Centro Italia. A quanto risulta dal sito sbloccacantieri.it dell'Ance i fondi sono stati stanziati ma i lavori non sono ancora partiti per via di uno scontro di competenze tra Campidoglio e Sovrintendenza.
Muri pericolanti non solo nei giardini pubblici, ma anche nelle scuole. Nell'agosto scorso, presso l'istituto Luchino dal Verme del V municipio, è crollato un nuovo pezzo del muro di recinzione. La struttura è pericolante e almeno dall'estate del 2017 ha bisogno di interventi urgenti di manutenzione e messa in sicurezza. Ma nessuno, finora, si è visto. Del resto non c'è da stupirsi se ben 12 lotti per la manutenzione ordinaria delle scuole di Roma sono bloccati da mesi, per via di lungaggini amministrative del Comune e del mancato rispetto delle norme del codice degli appalti. Bloccati sono anche i lavori di restauro del Mausoleo di Augusto, la grande opera di recupero finanziata principalmente da Tim (6 milioni di euro) e in parte minore dallo Stato e dal Campidoglio (4 milioni di euro). I soldi ci sono ma i lavori non sono mai partiti perché molte offerte sono state ritenute anomale per via dei ribassi eccessivi rispetto alla base d'asta.
Alcune volte mancano i soldi, altre volte la volontà, ma quasi sempre la responsabilità ricade sulle spalle del Comune. Questo accade a Colle Fiorito dove un vecchio piano di zona ha previsto la costruzione di 300 unità abitative per le fasce meno abbienti. Il bando di gara risale al 2002, i lavori sono iniziati nel 2008 ma le abitazioni non sono state ancora consegnate perché il Campidoglio non ha messo a disposizione le risorse economiche necessarie per ultimare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
Rimanendo sui piani di zona, a Tor Vergata la quota di lavori eseguiti per la costruzione di 42 alloggi dell'edilizia agevolata è pari allo 0%, confermando il gravissimo ritardo accumulato negli interventi sulle periferie.
Tutto fermo, quindi, dentro e fuori la città, collezionando record negativi e aggiungendo storie con cui riempire gli annali. Hanno compiuto 46 anni i lavori di raddoppio della Cassia nella zona di Viterbo.
A quasi mezzo secolo dall'aggiudicazione manca ancora il progetto esecutivo e insieme ad esso un milione di euro per finanziare parte dell'opera. Nello stesso arco temporale nella povera Africa la città di Lagos è passata da 200.000 a 20 milioni di abitanti. Il mondo corre, Roma è drammaticamente ferma.

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