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01/04/2021

Grandi opere al Sud? A Palermo ci riescono

Libero - NINO SUNSERI

Il Porto un modello per il Recovery
Il progetto di riqualificazione avviato nello scalo siciliano è l'esempio di come devono essere utilizzati i soldi della Ue
■ Palermo fa pace con il mare riqualificando il fronte del porto. Ma soprattutto batte il «partito della rassegnazione» che con troppa frequenza ha costretto la Sicilia alla marginalità. Un antipasto per il Recovery Fund. Il cambio di passo servirà a ridare vita ad un'area che per secoli è stata la principale fonte di reddito della città (all'origine c'è Panormus, Tutto Porto). Poi la perdita di centralità economica. Ma anche di potere simbolico, trasformando l'agglomerato cittadino collegato allo scalo in un insieme di palazzi senza identità. Nessun collegamento con il mare nascosto dietro una barriera di cemento. Inevitabilmentre la rarefatta frequentazione degli spazi portuali, prolungata negli anni, ha lasciato sbiadire la familiarità che buona parte dei palermitani aveva con quella fetta di città. Il porto è diventato in molti casi, una zona opaca cui avvicinarsi tenendo ben stretta la borsa delle signora e ben alta la vigilanza di chi le accompagnava. Ora il rilancio presentato da Pasqualino Monti presidente dell'Autorità di Sistema portuale del Mare della Sicilia occidentale che raggruppa anche le stazioni marittime di Termini, Trapani e Porto Emedocle. Un progetto che vale 35 milioni finanziati attraverso i programmi dell'Unione europea. Una prova generale del Recovery Fund. Non a caso alla presentazione del progetto ha partecipato, tra gli altri, Pat Cox, parlamentare di Strasburgo responsabile del Corridoio ScanMed. Una conferma che le grandi opere sono possibili anche nel Sud senza cercare alibi. Senza mascherarsi dietro le lentezze burocratiche o gli impedimenti del Codice degli Appalti. Deve infatti far riflettere che proprio dalla Sicilia arrivi un messaggio positivo in preparazione dei 209 miliardi che l'Italia aspetta dalla Ue. L'invadenza della malavita organizzata, troppe volte invocata come ostacolo insuperabile per i lavori pubblici nell'isola non è una fatalità ineludibile. La riqualificazione dei porti siciliani conferma che la legalità non deve essere uno slogan per professionisti dell'antimafia, come accade troppo spesso, ma una pratica quotidiiana che non richiede eroi. La riorganizzazione del fronte del porto di Palermo, i cui lavori dureranno 18 mesi, infatti, non è un caso isolato. «Complessivamente» spiega Pasqualino Monti, «in poco più di tre anni, il piano di investimenti per i porti di Palermo e Termini Imerese è stimato nell'ordine di oltre 400 milioni». Alcune delle opere sono già vicine al traguardo. Per esempio la nuova stazione marittima di Palermo costata ventisei milioni che sarà inaugurata a giugno. In totale, nei quattro porti dell'Autorrità gli investimenti salgono a 530 milioni: sono già state collaudate opere per 298 milioni e tutte le altre sono in corso. Gran parte dei cantieri (55 quelli aperti) chiuderà nel 2021. Per gli interventi più impegnativi l'orizzonte si colloca entro il 2024. «Niente cattedrali nel deserto ma solo opere decise dal mercato» ha spiegato Pasqualino Monti, «determinanti per creare economia reale. E, in questo caso, per restituire il mare ai palermitani, facendo comprendere come il porto non sia una servitù bensì una risorsa». Secondo quanto ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, «le nostre infrastrutture» ha proseguto Monti, «devono essere adeguate ai bisogni delle imprese e dei cittadini, soprattutto tenendo conto delle gravi disuguaglianze sociali e territoriali che affliggono l'Italia, con una inaccettabile distanza tra Nord e Sud». Il progetto si sviluppa longitudinalmente per circa 400 metri lungo la Via Crispi, su una superficie di circa 52.000 metri quadrati che unendosi agli altri progetti già in esecuzione cambieranno il volto della città e ridaranno spazio ai traffici commerciali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Il progetto del Terminal multipurpose Molo Piave


Foto: Pasqualino Monti