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16/01/2020

Grandi navi, entro aprile la soluzione e torna in auge il terminal del Lido

La Nuova Venezia - Enrico Tantucci

Riunione tra i ministri di Ambiente, Infrastrutture e Beni Culturali. Franceschini invita a riconsiderare il "Venis Cruise 2.O"
Enrico TantucciVENEZIA. Alla ricerca di una soluzione per il terminal alternativo per il passaggio delle grandi navi guadagna punti, almeno nel dibattito ministeriale, il progetto del terminal crocieristico galleggiante di fronte al Lido, "Venis Cruise 2.0" proposto dalla società dell'ex vicesindaco veneziano Cesare De Piccoli e dall'impresa Duferco, che è l'unico ad aver superato fino ad oggi la tagliola della Commissione di valutazione d'impatto ambientale del ministero dell'Ambiente, e che da qualche mese è approdato al consiglio superiore dei Lavori pubblici, per la valutazione di tipo ingegneristico. Un progetto che non piace alle autorità locali, al presidente della Regione Luca Zaia, al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, alla sua collega del Cavallino Roberta Nesto, allo stesso presidente dell'Autorità portuale Pino Musolino e che non ha finora convinto neppure le compagnie di crociera. Ma che ora potrebbe essere preso seriamente in considerazione perché è il solo che in questo momento potrebbe andare avanti, portando a una soluzione relativamente rapida il problema delle grandi navi. È quanto emerso dalla riunione congiunta tenuta qualche giorno fa a Roma dai tre ministri competenti, quello delle Infrastrutture Paola De Micheli, quello dell'Ambiente Sergio Costa e quello dei Beni culturali Dario Franceschini, proprio per fare il punto sulla questione grandi navi in vista del prossimo Comitatone, che dovrebbe prevederlo all'ordine del giorno. E qui si è registrato lo stallo. Il decreto Clini-Passera, in vigore da anni ma di fatto non applicato, prevede l'allontanamento delle navi dal Bacino di San Marco una volta definito un tracciato alternativo e consente misure transitorie per la limitazione del traffico crocieristico, da assumere da parte della Capitaneria di Porto, solo in questo caso. Ma al di là del terminal galleggiante non ci sono al momento altri progetti presentati e anche quelli di cui si è parlato, lo scavo del canale Vittorio Emanuele e l'attracco per le navi più grandi a Marghera, dovrebbero comunque sottoporsi alla Valutazione d'impatto ambientale e già sotto forma di progetto esecutivo. Nel frattempo infatti la Legge obiettivo è stata sostituita dal nuovo Codice degli appalti, che non prevede più che, come nel caso del "Venis Cruise 2.O" , si possa presentare più celermente solo il preliminare. Ma anche le soluzioni transitorie di cui si è parlato in questi mesi, con lo spostamento di alcune navi da crociera a Fusina e Marghera, richiederebbero comunque una Valutazione d'impatto ambientale. In più è ancora fermo il nuovo protocollo fanghi, che dovrebbe consentire lo scavo dei canali portuali.Di qui appunto il blocco e per questo nella riunione inter ministeriale lo stesso ministro Franceschini avrebbe invitato i colleghi a considerare pragmaticamente la possibilità di mandare avanti l'unico progetto che consentirebbe di sbloccare la situazione e di attuare nel frattempo anche misure transitorie di contenimento del traffico crocieristico, come scritto nel Clini-Passera: appunto il "Venis Cruise 2.0" che prevede appunto la realizzazione di un nuovo terminal per l'ormeggio delle navi da crociera presso la Bocca di Lido ed il trasferimento dei passeggeri e dei bagagli dal nuovo terminal alla Stazione marittima di Venezia attraverso un servizio di motonavi. Questo consentirebbe anche di attuare misure transitorie di contenimento: dalla "spalmatura" degli arrivi delle crociere a tutta la settimana, senza concentrarle solo nel weekend, alla limitazione del numero dei passaggi e del tonnellaggio, con un decreto anche in gradi di reggere eventuali ricorsi al Tar da parte delle compagnie. Allo stesso spostamento a Trieste di una parte degli arrivi previsti in laguna. La riunione tra ministri è stata aggiornata senza prendere ancora una decisione definitiva e il Comitatone, per il quale si era parlato di una data del 20 gennaio, slitterà certamente più avanti, a febbraio. Ma la volontà comune è comunque quella di arrivare entro aprile a un provvedimento per la limitazione del passaggio delle grandi navi, perché l'incidente del giugno scorso, che per pura fortuna non si è trasformato in una tragedia, è ancora negli occhi di tutti e nessuno vuole trovarsi nelle condizioni che esso possa tranquillamente ripetersi. --© RIPRODUZIONE RISERVATA