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08/08/2019

«Grandi navi al Lido o a Chioggia»

Il Gazzettino

Il ministro Toninelli ieri davanti alla Commissione Trasporti alla Camera ha ribadito la sua scelta: «Niente piani a Marghera» Critiche al sindaco Brugnaro: «Non risponde e non si presenta quando lo convoco. Il Comitatone solo con le due opzioni finali»
IL TEMA VENEZIA L'approdoa Marghera attraverso il canale Nord? Non è maiesistito,altroche«progetto dimenticato in un cassetto del ministero di Porta Pia».E poi ha tempi di realizzazione che possono prolungarsi fino al 2035. La soluzione per risolvere una volta pertutteiltraslocodellegrandi navi dal bacino di San Marco e dal canale della Giudecca? Chioggia Val da Rio o Lido San Nicolò.Entroquandonon sisa, sicuramente non prima di aver passatoilvagliodiunaconsultazione pubblica imposta dal codice degli appalti. Per il Comitatone, invece, ci sarà tempo dopo, quando arriveranno i risultati sulle due «opzioni definitive». Perché l'organo istituito dalla Legge Speciale per Venezia, invocato da piùo meno tutta la società civile della laguna, altro nonè che «un organismo meramente consuntivoconfunzionidiind irizzoe controllo, ma privo di poteri cogentio vincolanti». L'AUDIZIONE Danilo Toninelli, ministro delleInfrastrutture edei Trasporti del governo gialloverde, tira dritto davanti alla Commissione Trasporti della Camera. Ha scelto la stradae quella sarà.A Marghera legrandinavinonciandranno, con buona pace del sindaco Brugnaro («non risponde, non si presenta quando lo convocoe offende sulla stampa», così Toninelli) e del Comitatone stesso. Deciderannoicittadini,leassociazioni e le istituzioni, dopo un «dibattitopubblico-hachiaritoancora il ministro Toninelli, incarica ndo il Porto- fatto di incontri di informazione, approfondimento, discussione, raccogliendo propostee posizioni da parte di cittadini, associazionie istituzioni». LE SOLUZIONI Davanti ai deputati della C amera,Toninellihasnocciolatoi motivi della sua decisione. «Se siamoquiadireche dasette mbreuncongruonumerodi navi verrà dirottato sulle banchine IL DIBATTITO Il ministro Toninelli ieri ha ribadito che l'opzione Marghera per luiè esclusa «ENTRO IL 2020 UN TERZO DEL TRAFFICO SARÀ TOLTO DAL CENTRO CITTÀ, POI DECIDERANNO I CITTADINI» del Terminal Ro/Ro di Fusina e sulla banchina Lombardia di Tiv -hachiarito-èperchécisiamo occupati del problema di Venezia ben prima dei due incidenti del2 giugno (la Msc Opera che si schianta sulla banchina di San Basilio, ndr)e del7 luglio (la Costa Deliziosa in balia di una buferainbacinodiSanMarco,ndr). Nessuno l'aveva fatto per quindi` ci anni, lo dico senza polem iche». Due i livelli di intervento nell'agenda del Mit. Il primo, immediato, per spostare gran parte delle navi dal cuore di Venezia entro settembre, rincarando la dose l'anno prossimo. Secondo le stime di Toninelli infatti, facendolevasugli«ormeggidiff usi» tra Fusinae Porto Marghera, entro il 2020 circa un terzo delle grandi navi da crociera verrà tolto dal centro città, facendo entraredifattoinvigoreildecretoClini-Passera che permette alle crocieresottole40milatonnellate diarrivareallaMarittimaattraverso il canale della Giudecca. Più lungo il percorso che porta ad una soluzione «definitiva» con cui bandire l'attraversamento di Venezia alle navi con stazza lordasuperiorealle40milato nnellate. Di tredici idee, ne sono rimaste due: Chioggiae Lido. Edè su questi che il ministro siè concentrato elencandone i punti di forza. Per Chioggia «la darsena dovràesserescavata,maildis egno esiste, c'è una maggiore protezione dagli eventi atmosferici della nave in banchina, si possonousaretremodalitàditrasfer imentoa Venezia (acqua, gomma e ferrovia), il canale di accesso al porto breve è velocemente percorribilee non impatta con strutture complesse (come sarebbea Malamocco-Marghera e canale VittorioEmanueleIII)ecisare bbeun forteimpatto turisticoed economico con possibilità di migliorarei collegamenti con Venezia», leggasi investimenti sulla Romea e sulla ferrovia Chioggia-Venezia. Questo nonostante «il deposito Gpl di Chioggia sia incompatibile».E in questo caso sarebbe spostato. Diversiancheipuntiafavore dell'opzione Lido San Nicolò. Per Toninelli «non c'è nessuna interazionecon lalaguna e con strutture industriali e vige una totale indipendenza dal Mose». Graniticoil«no»alprogettodel canale Nord di Marghera dove esisteil«rischioSeveso» edove uno studio ha dimostrato come il bacino di evoluzione delle navi non sarebbe sufficientemente ampio. Insomma un qualsiasi «palazzo galleggiante», come lo chiama Toninelli, andrebbe a cozzare «contro ogni singola punta della banchina» e con lì una raffineria e un deposito di benzina «il ministro non si assumerà mai la responsabilità di una soluzione simile» IL PROTOCOLLO FANGHI Fondamentale per la scelta dell'apprododefinitivo,saràa nche il Protocollo fanghi con cui analizzare la bontà dei canali scavati e del reimpiego dei fa nghi estratti: «Entro fine mese ioe ilministrodell'Ambientefirm eremo il Protocollo». Il tutto per tutelare quella Venezia da cui, haassicuratoToninelli,«ness una compagnia di crociera se ne vuole andare, ma per restare dovrà contribuire alla salvaguardia di una città da anni in balia della sorte». Nicola Munaro © RIPRODUZIONE RISERVATA