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06/12/2018

Grandi imprese al crac Ecco i cantieri a rischio in Sicilia

La Repubblica - ANTONIO FRASCHILLA

Il dossier
FRASCHILLA, pagina VII È la maledizione delle grandi opere in Sicilia. Dei grandi appalti che vanno a rilento o che si sono già fermati. A causa della crisi delle grandi aziende edili del Paese, Cmc di Ravenna, Cogesi e Tecnis, nell'Isola sono nel pantano cantieri per 1,2 miliardi di euro che danno lavoro, o dovrebbero darne, a quasi 2.500 operai edili. Una situazione drammatica, con i sindacati e l'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone che chiedono l'intervento del ministro dello Sviluppo economico e vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio: «Occorre un intervento del governo perché in Sicilia i grandi cantieri sono tutti al palo», dicono in coro. E adesso sul tavolo del leader dei 5 stelle ci sono tutte le vertenze siciliane.
A partire da quella della Cmc di Ravenna. L'azienda ha chiesto il concordato preventivo al Tribunale perché ha una grave crisi di liquidità e rischia il fallimento. «In attesa della risposta fermerà tutte le opere che ha in Sicilia», dice Francesco Piastra della Fillea Cgil.
Tra le opere in ballo nell'Isola gestite dalla Cmc ci sono il completamento della Caltanissetta-Agrigento nei lotti di Porto Empedocle, la chiusura del tratto da Bolognetta a Lercaca Friddi sulla Palermo-Agrigento, e il lotto della nuova metropolitana di Catania da piazza Stesicoro all'aeroporto. Valore di queste opere da completare, 700 milioni di euro. Con l'Anas che ha autorizzato un pagamento aggiuntivo da 60 milioni per la variante chiesta proprio dalla Cmc lo scorso anno sulla Agrigento-Caltanissetta.
I sindacati chiedono un tavolo al ministero dello Sviluppo economico alla presenza di Di Maio: «C'è una cooperativa che si quota in borsa e usa gli strumenti finanziari del mercato e di fatto non persegue il fine che dovrebbe perseguire, cioè il lavoro - dice Piastra - Così il rischio è che tutto venga gestito da altre aziende e mille lavoratori, tra diretti e indotto, rischiano di non avere alcuno stipendio».
Ma la maledizione dei grandi appalti non ha colpito soltanto la Cmc. Dopo una lunga vicenda giudiziaria alla fine la Tecnis, tornata in mano agli imprenditori etnei Concetto Bosco e Mimmo Costanzo, sta cercando di vendere i contratti degli appalti in corso, che vanno tutti a rilento: si tratta dell'anello ferroviario di Palermo, della chiusura dell'ospedale di Catania San Marco e dello svincolo di Castronovo. Opera, quest'ultima, del tutto ferma.
Anche qui i sindacati chiedono che a vigilare ci sia il ministro Di Maio.
Ma a Di Maio ha scritto anche l'assessore alle Infrastrutture Falcone, chiedendo un suo intervento per il completamento dei lotti della Siracusa-Gela all'altezza di Rosolini e Modica. Opere già appaltate e finanziate da tempo e che valgono 300 milioni di euro. La Cosige, azienda capofila del raggruppamento di imprese che si è aggiudicata tre anni fai lavori, ha chiesto il concordato ed è pronta a subentrare nell'appalto la Cosedil di Andrea Vecchio (che al momento ne ha una parte minoritaria). Ma per l'atto di subentro occorre un via libera del ministero dello Sviluppo economico e per questo Falcone ha scritto a Di Maio. Anche perché, se il lotto non è completato entro marzo, la Regione perderà il finanziamento europeo da 50 milioni di euro. Oltre al danno, la beffa. Di certo c'è che tutte le grandi opere nell'Isola sono praticamente al palo e i dossier sono sul tavolo del ministro Di Maio, con sindacati e governo regionale che chiedono un intervento immediato per salvare appalti che valgono 1,2 miliardi di euro.
Aziende in crisi, le grandi opere a rischio Appalto C R 200 Anello Palermo  Caltanissetta-Agrigento T 120 100  Valore lavori da completare   Metropolitana Catania 100 10  Palermo-Agrigento  Ospedale San Marco Catania 9  Svincolo Castronovo 400 300 Siracusa-Gela lotto Rosolini  Metropolitana Catania C  Il cantiere In alto il cantiere dell'anello ferroviario di Palermo A rischio il completamento dell'opera
La Regione e i sindacati chiedono aiuto al ministro Di Maio "Occorre un intervento del governo nazionale"

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