scarica l'app
MENU
Chiudi
02/06/2020

Gottardi: «Ai sindaci strumenti nuovi per uscire da questa crisi di sistema»

Il Trentino - GIANPAOLO TESSARI

Colloquio con l'assessore agli enti locali. «La pandemia ha fatto capire che basta un clic perché i Comuni parlino con i Servizi provinciali. Ci sono molte aspettative ed anche la possibilità di mettere in discussione spese storiche del bilancio. Le elezioni a settembre? Pochi faranno melina»
I comuni, i sindaci. Sono loro i primi interlocutori della Provincia per uscire da una crisi profonda, quella innescata dalla pandemia; «Questa crisi di sistema ha ingenerato da una parte aspettative, dall'altra la possibilità di mettere in discussione spese storiche della Provincia. Non ci sono più anche all'interno del bilancio dei mantra intoccabili» argomenta Mattia Gottardi, assessore alle autonomie locali che qui spiega sui quali dorsali dovrà correre la nuova alleanza tra Piazza Dante e le autonomie locali. Gottardi, c'è chi teme che in vista dei rinnovi dei consigli ,con il voto di settembre, ci possa essere, da parte di alcuni sindaci, la tentazione di fare melina. Il sistema è maturo a sufficienza per capire che l'obiettivo non è quello elettorale. Ma di trovare, in un momento di stop forzato per tanti settori, il trampolino di lancio per uscire da questa crisi prima degli altri territori, con una serie di investimenti condivisi. Anche per dimostrare che l'Autonomia consente di avere un' altra marcia al Trentino. Come vi muoverete? Abbiamo proposto ai Comuni tre macro pilastri su cui confrontarsi per uscire dal Covid in maniera organica. Non sono un grande amante degli inglesismi ma in questo caso hanno un significato: si tratta di smart, green e risk free. Vediamoli. Per smart intendiamo digitalizzazione. Al netto dell'infrastruttura digitale, questa soluzione di necessità ha messe in rete i comuni, schiacciando un clic. Dobbiamo sforzarci ora di mettere in rete il grande mondo dei servizi pubblici per il cittadino. Ci sono esempi molto virtuosi. Stiamo studiando come fanno in Estonia: 1,5 milioni di abitanti. Ed hanno digitalizzato il 97 per cento dei servizi. Risparmiando in questo modo 3 milioni di ore lavoro all'anno. Di colpo ci siamo resi conto che pochi comuni avevano una web-cam ed una rete valida. Molti in questi mesi hanno scoperto che per parlare con un dirigente di un servizio della Provincia non occorreva fare un'ora e mezza di auto ma bastava connettersi. Ora è un'esigenza. Il green? La volontà è di dare un'impostazione di quel tipo a tutto il patrimonio dell'edilizia pubblica. Sia per l'antisismico che per l'eco bonus Roma ha previsto grandi incentivi. Ci sono delle occasioni importanti da quel punto di vista. Per la mancanza di rischio, il risk free? Questo è il momento giusto per ripensare sia gli spazi aperti al pubblico, che quelli degli enti, in modo da mantenere il più basso possibile il rischio se ci dovesse essere una recrudescenza di situazioni come quella da cui stiamo uscendo. Si possono fare delle scelte ambiziose anche per i fondi che dovrebbero arrivare dall'Europa. Per mettere a terra il maggior numero possibile di investimenti: lo si deve fare con una legge sugli appalti che agevola i Comuni. Sono 160 possibili stazioni d'appalto. Farne un numero eguale come Provincia è molto arduo. Il rapporto con i campanili come è ora? É un mondo che conosco visto la mia esperienza di sindaco ed il rapporto con i territori è stato facilitato da questo. Dal punto di vista pratico ho trovato una Provincia cambiata: prima considerava i comuni come fosse un Servizio interno all'amministrazione, al pari di qualunque altro servizio. In realtà credo che l'articolazione dell'Autonomia metta Provincia e Comuni sullo stesso piano. Fanno semplicemente delle cose diverse. Come si è mosso dunque, partendo da queste considerazioni? Cercando di dare da subito ai campanili autonomia gestionale. Erano invece abituati a ricevere nel passato delle indicazioni specifiche. E a quelle attenersi. Alla Provincia spetta mantenere un ruolo di regia, nella linea politica, ai comuni spetta metterla in pratica. Tra Vaia ed il Covid siamo passati all'eliminazione dell'obbligo delle gestioni associate. Qualcuno immaginava che sarebbe stato il disfacimento totale del sistema ma in realtà sono rimaste attive dove avevano trovato un giusto equilibrio, mentre dove erano state imposte e mal digerite si è tornati ad una gestione diversa. Non solo. Dica pure. Prima del Covid, con un protocollo preciso, ho proposto anche l'autonomia finanziaria, soprattutto per quanto riguarda l'imposizione tributaria comune per comune. Ho sempre ritenuto che il nostro territorio sia differenziato dal punto di vista socio economico e quindi abbia bisogno di politiche diverse: Luserna non è Canazei e Riva del Garda non è Tione. L'occasione si è concretizzata in un momento drammatico, come quello del Covid. Da qualche settimana i comuni hanno la possibilità, in via autonoma, di stabilire le aliquote Imis. Ora è loro concesso, mentre prima non lo si poteva fare, anche utilizzare quote dell'avanzo di amministrazione. Su cosa lavorate ancora? C'è bisogno di proseguire nella riforma istituzionale, per dare un ruolo diverso alla comunità di valle. Deve restare un modello di governance di area vasta, ma da attribuire ai comuni.

Foto: • Un 'immagine simbolica di primi cittadini. Per Gottardi serve un patto forte tra autonomie locali e Provincia per uscire dalla crisi del Covid


Foto: • L'assessore provinciale agli enti locali Mattia Gottardi