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14/02/2020

Gli stomizzati bombardano di mail: «Fermate quelle gare d’appalto»

QN - Il Resto del Carlino

Un esercito di malati, oltre tremila, contro la Regione
«No alla gara d'appalto sulla pelle dei pazienti: siamo in 3.300». Un mail bombing, ovvero un bombardamento pacifico di mail sta per arrivare su palazzo regionale. Loro sono quei pazienti stomizzati che cioè dopo un intervento chirurgico il quale ha creato un'apertura nell'addome, necessitano di ausili per raccogliere feci ed urine. E sono un esercito di persone che, riuniti in associazione nazionale regionale, Amistom il nome, ha portato avanti un anno e mezzo di trattative in Regione, senza ottenere però «l'obiettivo primario per la nostra salute». Ecco che stanca di trattative che non portano agli esiti sperati l'associazione ha deciso di mobilitarsi con un'azione eclatante di protesta verso gli amministratori regionali. «La Regione ¬ - spiega il presidente Amistom Sandro Fuselli di Recanati - in nome di un presunto risparmio vorrebbe farci rinunciare ai nostri diritti in materia di salute. Di fatto così si incrementano solo le ospedalizzazioni con costi maggiori per la sanità pubblica». Parliamo di persone che hanno un'età compresa tra i 2 mesi ai 103 anni: si battono per non perdere un loro diritto, quello a testare gratuitamente dopo l'intervento chirurgico le sacche con cui debbono convivere e a scegliere quello meno fastidioso e più adatto al loro fisico. «La Regione Marche tra le prime in Italia ha stabilito - spiega Fuselli - che verranno effettuate delle gare di appalto per la fornitura di ausili per incontinenti urostomizzati, colonstomizzati e ileostomizzati. Abbiamo aperto un dialogo con la Regione perché noi siamo contrari a gare d'appalto visto che l'ausilio per stomia non è un farmaco da banco, ma ognuno deve scegliere quello a lui più comodo. In modo da poterlo indossare da solo senza andare nei pronto soccorso e testare quello che non irrita la pelle. Con la gara d'appalto il chirurgo o l'infermiere stomoterapeuta non potrà più, come avviene oggi, far provare i 5 diversi ausili prodotti da altrettante case farmaceutiche, ma solo di quelli in gara». E se l'ausilio non è ben tollerato? «Si dovrà tornare in ospedale - spiega ancora Fuselli - dal chirurgo o dall'infermiere ad inserire il secondo e così via fino al quinto. Con grossi disagi e problemi fisici e non solo per il paziente che spesso ha un'età avanzata, ma anche con un aggravio di costi per le casse pubbliche». Le persone con stomia, una volta scelta la sacca più consona invece, tornano solo uno due volte all'anno per dei controlli in ospedale. «La Lombardia ha appena fatto dietrofront sulla questione e ci auguriamo che anche la Regione Marche accolga le nostre richieste». sa.fe.