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07/07/2020

Gli imperativi di Ricci: resistenza e velocità

QN - Il Resto del Carlino

«Dal primo luglio, ho l'onore di essere sindaco anche qui a Monteciccardo - ha esordito ieri Matteo Ricci, agli Stati Generali -. Uno dei pochi casi di fusione per incorporazione andati a buon fine. Cercheremo di valorizzare questo territorio al massimo. Eravamo abituati agli incontri tematici. Ora abbiamo bisogno di fare una riflessione generale, dopo l'emergenza Covid-19». Il tema fondamentale, per Ricci, è quello della resistenza: «Siamo dentro una fase di resistenza e la parola d'ordine deve essere 'velocità'. Il governo ha messo in moto molte risorse. Ma se non arrivano velocemente nelle tasche di lavoratori e famiglie, rischiamo un autunno caldissimo, segnato da rabbia sociale crescente». «Dobbiamo uscirne con un Paese più semplice - rimarca Ricci - e ciò significa, prima di tutto, contrastare la burocrazia. Noi sindaci abbiamo distribuito velocemente i buoni spesa prima di Pasqua, in pochi giorni, con un meccanismo basato sull'autocertificazione e su controlli ex post. Solo a Pesaro abbiamo dato una risposta a 2800 famiglie per 560mila euro di buoni, con 240 euro in media a famiglia. Un cambio di paradigma che si può applicare a tutto il meccanismo burocratico italiano». Così come «è necessario modificare il codice degli appalti. Con quello attuale i lavori si mettono in moto fra due anni, ma abbiamo bisogno di farlo in due mesi».Tra le certezze, «dalla pandemia esce il grande valore della sanità pubblica. In Italia e nel nostro territorio tutti sono stati curati nella stessa maniera. Ma abbiamo visto quanto sia fragile la sanità territoriale. Dove dobbiamo investire di più, oltre agli ospedali». Poi la sostenibilità: «Non possiamo andare più avanti con politiche espansive sul lato urbanistico. Insistiamo piuttosto sulla trasformazione del costruito. A Pesaro abbiamo iniziato a 'flessibilizzare' il piano regolatore e proseguiremo, per non ingessare le destinazioni. E il tema ambientale esce rafforzato dalla pandemia. Così come quello tecnologico». In più «oggi lo spazio vale molto più di prima. Questo incide sul turismo, sulle politiche abitative. Ed è una grande opportunità per i nostri borghi. Lo svuotamento delle aree interne verso i centri urbani è andato avanti per decenni. Oggi si presenta l'occasione per una possibile inversione di tendenza. Ma occorre orientare sul tema una parte importante delle risorse europee che verranno». Infrastrutture: «Guardiamo al collegamento verso Ancona perché ha uno dei porti più importanti dell'Adriatico, con potenzialità enormi. E a quello verso Bologna, che per noi è un nodo fondamentale ferroviario sull'alta velocità. Ma anche hub aeroportuale in chiave internazionale. E credo che nella partita dell'alta velocità Bologna-Taranto, rilanciata dal ministro Franceschini con l'arretramento della ferrovia da Pesaro a Termoli, dobbiamo avere una priorità. Ovvero il segmento tra Pesaro e Ancona, che significherebbe, più in generale, collegare Bologna a Ancona. L'altra tratta per noi fondamentale è la Orte-Falconara. Se non la risolviamo adesso, non lo facciamo più». Angelica Panzieri