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16/11/2019

Gli edili in piazza chiedono lavoro

La Gazzetta Del Mezzogiorno

BRIENZA IERI PRESIDIO DEI SINDACATI AL CANTIERE VITTADELLO. LE RAGIONI DELLA PROTESTA ILLUSTRATE A BARDI
Tra le priorità: Basentana, Potenza-Melfi e Distretto G dello schema Basento-Bradano
l Ieri manifestazione anche in Basilicata di Filca, Fillea e Feneal per sollecitare lo sblocco delle opere pubbliche e il rilancio delle costruzioni. In Basilicata i sindacati hanno scelto il cantiere base della Vittadello (impresa esecutrice dei lavori della variante della Tito-Brienza), nei pressi della ex stazione di Brienza. Proprio il 6° lotto dell'importante arteria, che consentirà di bypassare il centro abitato, è stato a lungo tra le principali opere incompiute della regione. Appaltati nel 2014 per 64 milioni di euro, i lavori sono partiti lo scorso anno «proprio grazie alla collaborazione tra forze sociali e istituzioni», rivendicano i sindacati. E ieri mattina il presidente della giunta regionale, Vito Bardi, ha ricevuto una delegazione dei sindacati. Erano presenti Michele Palma (Fillea-Cgil), Enrico Gambardella (Cisl), Michele La Torre (Filca-Cisl), Vincenzo Tortorelli (Uil) e Carmine Lombardi (Feneal-Uil) che hanno illustrato a Bardi la difficile situazione in cui versa il settore delle costruzioni in Basilicata, dove dal 2008 sono andati in fumo circa 5.000 posti di lavoro. I sindacati hanno chiesto al governatore Bardi «di avviare un percorso comune per sbloccare una serie di opere in fase di progettazione o che sono finanziate ma ancora ferme e per garantire così un'opportunità di ripresa al comparto». Tra le priorità indicate dai sindacali lucani, la messa in sicurezza della Basentana e della Potenza-Melfi e lo sblocco del Distretto G dello schema idrico Basento-Bradano, «fermo nelle sabbie mobili della burocrazia e dei contenziosi». Più in generale, i sindacati chiedono «il rilancio delle infrastrutture, la riqualificazione e messa in sicurezza del territorio, la riforma delle pensioni e del fisco, un impegno più forte sulla legalità con il rafforzamento del Durc e della congruità, l'attuazione della patente a punti, un inasprimento delle pene, una reale riforma del codice degli appalti, che riduca il ricorso al subappalto e il numero delle stazioni appaltanti e favorisca il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa». Si rivendica l'apertura di un confronto con il governo «per capire i tempi e le modalità con cui si vuole intervenire per affrontare l'emergenza costruzioni».

Foto: BRIENZA Protesta degli edili