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07/07/2020

Gli artisti del ritardo

La Repubblica - Alessandro De Nicola

Dal Mes all'Ilva, decisioni sempre rinviate
Sopire, troncare, padre molto reverendo, troncare, sopire": è il Conte zio ( nomen omen) che parla al padre provinciale e gli consiglia di come trattare le "intemperanze" di frà Cristoforo, uno dei personaggi di spicco de I promessi sposi. Purtroppo, la politica italiana non ha mai perso il vezzo di sopire.
Prendiamo ad esempio i provvedimenti economici più importanti che sono stati presi o dovrebbero esserlo in questa fase di emergenza. Spicca fra tutte la decisione sull'utilizzo del Mes, rinviata in continuazione, nonostante l'insistenza con cui vengono richiesti soldi all'Europa. Ricordiamo che se utilizzato con scadenza a 10 anni, il tasso cui viene concesso il prestito, 0,08% su 36 miliardi dedicati alla sanità, farebbe risparmiare rispetto al Btp decennale, che ha un interesse dell'1,3%, 500 milioni l'anno, 5 miliardi in tutto.
Le obiezioni non reggono: quello dello stigma in caso di ricorso al Mes è risibile, come se gli investitori non sapessero le condizioni della nostra finanza pubblica.
Anzi, è probabile si preoccuperebbero di più se percepissero che il rifiuto è determinato da un generico anti-europeismo. Gli altri Paesi che non se ne servono hanno spread più bassi dell'Italia o sono ben riforniti dalla Bce (come la Grecia). Insomma, ritardare è contrario agli interessi del Paese, ma questo non sembra un deterrente sufficiente di fronte alle ragioni della politica (si spaccheranno i 5 Stelle?).
Sicuramente è contrario alla certezza del diritto il blocco degli sfratti, anche per locazioni commerciali, allungato fino al 31 dicembre.
Aumentare la rischiosità di concedere in affitto immobili ha due conseguenze: la scomparsa degli stessi dal mercato e l'aumento dei prezzi dei canoni per compensare il rischio di non rientrarne in possesso, un vero spread determinato dalla licenza di essere morosi.
Peraltro, il presupposto che il proprietario è "la parte forte" è spesso smentita dai fatti. In primis, il locatore, oltre a non incassare il dovuto, deve pagare l'Imu, cui lo Stato non rinuncia, le spese condominiali e gli avvocati.
Inoltre, la vedova che conta su una piccola pensione di reversibilità e la integra con il canone di un appartamentino non ha diritto alla protezione della legge? Il governo non riesce a intervenire per alleviare le situazioni di difficoltà estreme, che pur ci sono, e quindi scarica tutto sui proprietari.
Il posticipare è lo strumento impiegato anche per il divieto di licenziare per motivi economici od organizzativi, in via di proroga fino a fine anno in coppia con il ricorso alla cassa integrazione. Tale blocco rischia di provocare a gennaio un trauma deflagrante di disoccupazione di massa. Poiché i governi non riescono a mettere in piedi decenti politiche attive del lavoro (in questi due anni l'unica misura è stata quello dei mitici navigator), si tira avanti per vedere che succede, senza nemmeno per ora provare a distinguere tra imprese che erano già in crisi pre-Covid e quelle più impattate dalla pandemia, optando per rinvii generalizzati e non almeno scaglionati.
Paradossale, poi, il fato del Decreto semplificazioni che si è...complicato per la strada, stretto tra chi vuole abolire parti sostanziose della normativa appalti e chi teme un aggravarsi dei fenomeni corruttivi. Eppure, un approccio imitativo di quanto succede in altri Paesi avanzati, sulla base della direttiva europea, non dovrebbe essere particolarmente complicato. Stesso dicasi per le crisi industriali riguardanti Alitalia, Autostrade ed Ilva, che si trascinano con danni alla credibilità dell'Italia (e pure della certezza del diritto) tra tira e molla, dichiarazioni estemporanee e ballon d'essai su improbabili partner e salvatori. È vero, sarebbe irrealistico pensare che un governo formato da forze distanti produca politiche coerenti: l'arte del politico dovrebbe però consistere nel trovare compromessi accettabili e tagliare nodi gordiani.
Quella dello statista di capire e risolvere le vere necessità della nazione, ma questo è certamente chiedere troppo.