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25/09/2020

Gli «aiuti tecnici» a cui si ha diritto E il percorso per ottenerli

Corriere della Sera - Maria Giovanna Faiella

Dossier Riabilitazione e invalidità
Alcuni prodotti «prescrivibili» possono essere forniti gratuitamente dalla Asl ad alcune categorie di assistiti, nell'ambito dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) Ma l'iter burocratico da seguire è complicato. Vi spieghiamo da dove partire
Chi può chiederli

Tra gli altri (art.18 DPCM Lea) : adulti con invalidità civile superiore al 33% o in attesa di riconoscimento,
o anche in attesa di accertamento purché il medico prescrittore attesti l'urgenza del dispositivo; minori anche senza invalidità che necessitano di un intervento di prevenzione, cura e riabilitazione; persone sorde
o con cecità totale o parziale o ipovedenti gravi; ricoverati
in strutture pubbliche
o accreditate,
per i quali
il responsabile del reparto certifichi la necessità
e urgenza: contestualmente va avviata la procedura per
il riconoscimento dell'invalidità

C ome spesso accade, finché non se ne ha bisogno chiedersi che cosa siano gli ausili sanitari o quali tortuose strade burocratiche imboccare e percorrere per ottenerli sembra un inutile esercizio accademico. Invece conviene essere preparati. E allora, con l'aiuto di alcuni esperti, cerchiamo di capire come bisogna procedere.


Intanto bisogna distinguere i vari tipi di ausili. Ci sono innanzitutto quelli necessari a chi ha una disabilità permanente, o anche temporanea, per compiere gli atti della vita quotidiana come mangiare, bere, lavarsi, muoversi con la maggiore autonomia possibile. Ci sono poi dispositivi per specifiche terapie, ad esempio quella circolatoria, quali calze e guaine terapeutiche per chi soffre di linfedema, oppure che servono a favorire la funzione respiratoria, come apparecchi per l'ossigeno e ventilatori. Infine esistono ortesi necessarie per migliorare la funzionalità compromessa di una parte del corpo, quali busti e scarpe ortopediche, e protesi che servono a sostituire un arto dopo un evento traumatico oppure a causa di una patologia congenita o acquisita. Questi e altri prodotti «prescrivibili» possono essere forniti gratuitamente dalla Asl ad alcune categorie di assistiti, nell'ambito dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Per l'esattezza si possono richiedere quelli inclusi nel Nomenclatore delle prestazioni protesiche (allegato 5), ovvero l'elenco ufficiale di ciò che può essere concesso dal Servizio sanitario nazionale (Ssn). Con l'aggiornamento del documento, più di tre anni fa (Dpcm del 2017), sono stati inseriti anche ausili tecnologici innovativi, non ancora disponibili però su tutto il territorio nazionale (si vedano altri articoli in queste pagine).


I requisiti

Chi ha diritto ad avere gli ausili? Cosa fare per ottenerli? «Innanzitutto - premette la coordinatrice della sezione Ausili e protesi della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer), Raffaella Gaeta, fisiatra presso l'Asl di Cagliari - per poter accedere all'assistenza protesica è necessario essere stati riconosciuti invalidi civili (con una percentuale superiore al 33%, o in attesa di esserlo, si veda altro articolo) o sul lavoro; ai minori di 18 anni, invece, gli ausili sono garantiti, anche in assenza di invalidità civile, qualora il medico prescrittore individui una particolare necessità, per esempio nel caso dei busti per la scoliosi o dei plantari per le deformità dei piedi. «Inoltre, - chiarisce Gaeta - anche chi ha una disabilità temporanea può avere gli ausili necessari. Per esempio, lo specialista può prescrivere un dispositivo protesico nel caso (frequente) in cui l'assistito, dopo la frattura di femore, abbia bisogno di un deambulatore per affrontare il percorso riabilitativo a domicilio». Il primo passo è la prescrizione dell'ausilio, che viene fatta dal medico specialista del Servizio sanitario (pubblico o convenzionato) competente per il tipo di disabilità o menomazione, di solito il medico specialista in medicina fisica e riabilitazione.


Lo specialista

«L'impossibilità a svolgere una determinata funzione è tra i motivi più frequenti che spingono le persone a rivolgersi al fisiatra» riferisce l'esponente della Simfer. «Frasi come "Dottore non riesco più a camminare a lungo", "Non riesco a fare la doccia", "Non posso esprimermi come vorrei" denotano una limitazione delle capacità di svolgere le attività della vita quotidiana, che può essere temporanea o diventare permanente e ingravescente.


Lo specialista può garantire al paziente l'assistenza protesica, che si inserisce nel progetto riabilitativo individuale, cioè specifico per quella persona, redatto in base alla valutazione dell'equipe riabilitativa. Il fisiatra, che è il responsabile, compila il piano riabilitativo e poi riporta, su un modulo preposto, la descrizione del presidio e i relativi codici.


La prescrizione può avvenire in diverse aree dell'assistenza: riabilitativa, ospedaliera, ambulatoriale o domiciliare». Il passaggio successivo è l'autorizzazione della Asl. L'ufficio competente (di solito «Ausili e protesi») deve verificare i requisiti per accedere all'assistenza protesica richiesta e, nel caso si tratti di una prescrizione successiva alla prima, i tempi minimi di rinnovo.


I tempi di attesa

Quanto bisogna aspettare? Riferisce Salvatore Zuccatello, del Tribunale dei diritti del malato-Cittadinanzattiva: «In base al DM n. 332/1999, tuttora in vigore, l'Asl è tenuta a pronunciarsi tempestivamente e comunque, in caso di prima fornitura dell'ausilio, entro 20 giorni. Trascorso il termine, vale il principio del silenzio assenso, per cui l'autorizzazione s'intende concessa».


Ottenuta l'autorizzazione, a chi rivolgersi per avere il prodotto prescritto? Se si tratta di dispositivi «su misura» (elenco 1) realizzati da professionisti abilitati, l'assistito può andare in una qualsiasi officina ortopedica accreditata per la fornitura; i prodotti di fabbricazione continua o di serie invece sono acquistati (tramite gare d'appalto) e forniti direttamente dalla Asl. Specifica Gaeta: «Per alcuni dispositivi assegnati in comodato d'uso, cioè non indossabili e che si possono recuperare ("ricondizionamento"), per esempio i letti ortopedici, il prodotto può essere fornito dalla Asl di competenza se ce l'ha in magazzino, purché corrisponda esattamente alla descrizione del presidio prescritto, oltre a essere in condizioni estetiche e funzionali simili a quello nuovo; qualora non fosse disponibile, invece, l'Asl fornirà un nuovo dispositivo, richiedendolo alla ditta vincitrice della gara d'appalto».


La verifica

Il percorso di assistenza protesica non finisce con la consegna del prodotto. «Il collaudo del presidio assegnato è un momento essenziale di verifica della buona riuscita del lavoro svolto e della soddisfazione del paziente» sottolinea la fisiatra. «Lo specialista deve verificare che il dispositivo assegnato abbia le caratteristiche tecniche richieste e che rappresenti davvero un "facilitatore" (in termini di ICF), cioè consenta all'assistito di avere la migliore performance possibile nonostante la disabilità».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

PRESCRIZIONE Per ottenerla, occorre rivolgersi a un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale, dipendente o convenzionato (o medico di medicina generale). Il medico deve essere competente per la tipologia di menomazione o disabilità per cui si prescrive il prodotto e attestare la necessità del dispositivo per la realizzazione di un Piano riabilitativo-assistenziale AUTORIZZAZIONE Il cittadino deve fare richiesta all'ufficio competente (ufficio invalidi o ufficio protesi, etc.) della propria Asl di residenza. Bisogna documentare il riconoscimento di una invalidità superiore a 1/3 o l'attesa del riconoscimento. Deve essere concessa (o negata con motivazioni adeguate) entro venti giorni, dopo i quali si intende concessa FORNITURA Ci si può rivolgere a qualunque officina ortopedica accreditata per la fornitura dei dispositivi su misura dell'elenco 1 del nomenclatore nazionale; i dispositivi dell'elenco 2 (A e B) sono acquistati e forniti direttamente dalla Asl COLLAUDO Lo specialista che ha prescritto l'ausilio, insieme all'equipe multidisciplinare esegue il collaudo dei dispositivi e degli ausili per accertarne il perfetto funzionamento. In caso di malfunzionamento il fornitore effettua le necessarie modifich cds

Da sapere

Su misura

Apparecchi acustici

Sostituzioni

Novità o modifiche

1

2

3

4


Foto:

Gli ausili su misura

(corsetti, tutori, protesi d'arto,

ausili ottici ecc) sono realizzati appositamente per l'assistito,
in base alla prescrizione
dello specialista, da professionisti abilitati e accreditati dalle Regioni


Foto:

Nei dispositivi di serie,

di produzione industriale,

rientrano quelli applicati

dal professionista sanitario

(elenco 2A) come gli apparecchi acustici, e quelli pronti all'uso (2B) tra cui deambulatori, ausili per mangiare o leggere


Foto:

Per ciascun dispositivo,
se occorre sostituirlo, sono indicati

i tempi minimi di rinnovo.

Per i minori, invece, la sostituzione o modifica (scarpe ortopediche ecc) è autorizzata dall'Asl
se richiesta dopo il controllo medico.


Foto:

Anche cittadini, associazioni

di pazienti, professionisti possono proporre alla Commissione nazionale per l'aggiornamento

dei Lea l'inclusione di nuovi ausili
o la modifica di condizioni
di fornitura. I moduli sono
sul sito: salute.gov.it.

3,1


Foto:

milioni , le persone

con gravi limitazioni nelle attività abituali in Italia


600

1,5

1 su 3

mila , gli italiani privi

di rete d'aiuto, pari al 5,2%

della popolazione

milioni i cittadini

con limitazioni gravi

con 75 anni e più

delle persone
che vivono da sole
ha più di 65 anni