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12/09/2018

Gli aiuti per Genova È in arrivo il «decretone»

Eco di Bergamo

Il decreto per Genova è quasi pronto e andrà in Consiglio dei ministri venerdì, o forse già domani. L'atteso provvedimento per aiutare il capoluogo ligure a rialzarsi dopo il crollo del ponte Morandi sarà un «decretone» in cui confluiranno non solo gli aiuti alle famiglie e alle imprese, ma anche una serie di misure per le infrastrutture, a partire dalla deroga per procedere con l'affidamento diretto per il nuovo ponte a Fincantieri.

Una decisione, quella di escludere Autostrade dalla ricostruzione, su cui il governo va avanti compatto, ma su cui si riaccende la contrapposizione con gli enti locali. A fare il punto sul decreto in arrivo è il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, in audizione alla Camera, mentre ieri in serata il governatore ligure, Giovanni Toti, ha preannunciato che nel fine settimana partirà il monitoraggio dei monconi del ponte per consentire il rientro delle famiglie nelle case per il recupero dei loro beni. Toti smorza con una battuta anche la polemica sulla nomina del commissario: «Senza un ulteriore decreto legge - dice - il commissario per la ricostruzione rimane una figura mitologica come l'ippogrifo».

Il decreto preannunciato da Toninelli ha l'obiettivo di far ripartire la città e, oltre alle misure per Genova con un aiuto alle famiglie in tema di mutui e un aiuto alle imprese con agevolazioni fiscali, conterrà anche nuovi strumenti per tutte le infrastrutture, dalla mappatura ai sensori. E soprattutto scioglierà il nodo della ricostruzione del ponte. Il governo vuole il «sigillo dello Stato» (e su questo è «compatto», assicura Toninelli) e intende procedere con l'affidamento senza gara a Fincantieri: per farlo inserirà nel decreto la deroga al Codice degli appalti, ora al vaglio di Bruxelles, da dove fanno sapere che l'esecutivo Ue valuterà attentamente le richieste dell'Italia.

Ma sulla ricostruzione le istituzioni locali continuano a pensarla diversamente. «È scritto nella concessione che Aspi deve ricostruire le infrastrutture danneggiate durante la sua gestione a meno che dal governo non venga un decreto preciso», avverte il sindaco di Genova, Marco Bucci. E il governatore Toti si interroga su «quali vantaggi avremmo se il governo anticipa i soldi per il nuovo ponte, rivalendosi poi su Autostrade».

Intanto, in procura inizieranno i primi interrogatori delle persone indagate nell'ambito dell'inchiesta sul crollo. Il 14 settembre, a un mese esatto dalla tragedia in cui hanno perso la vita 43 persone, i magistrati ascolteranno i membri del Comitato tecnico che firmarono il verbale con cui il Provveditorato delle opere pubbliche dava l'ok al progetto di retrofitting sulle pile 9 e 10 del viadotto.

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