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20/06/2020

Gl ‘ inchini di Ichino

Il Fatto Quotidiano - Filoreto D ' Agostino

D ' Agostino / LE NOSTRE FIRME
a pag. 9 In un ' intervista a Libero il professor Ichino ha fornito una serie di indicazioni di politica del lavoro che suonano per Confindustria più ammalianti del canto delle sirene. Mi limito a segnalare lo scenario nel quale molti dipendenti del settore privato rischiano di essere deportati nella palude delle partite Iva. Per quanto riguarda i pubblici impiegati, ha, inoltre, affermato che l ' epidemia ha favorito il trionfo dell ' oppor tunismo, anche attraverso non ragionevolichiusure a oltranza, e ha concluso che, nella maggior parte dei casi di smart working , si è trattato di una lunga vacanza retribuita al cento per cento. LE PAROLE DELL ' EX DEPUTATO di Scelta civica ( gi us ta t ra n s i t i da Pci e Pd) rivelano come la scarsa simpatia per i pubblici dipendenti, anni fa da lui tacciati come " fan nulloni " , sia ora esplosa in autentico livore. Gli è già stato opposto che la permanenza in casa non era una scelta del dipendente, ma l ' esecuzione di un ordine governativo. Il che dovrebbe bastare. Aggiungo che un ' acc usa così puntuale, sul mancato lavoro pubblico tra le mura domestiche, imporrebbe quantomeno l ' acquisizione di elementi documentali e statistici atti a dimostrare l ' effettiva pausa lavorativa. La mancata indicazione di quegli elementi è tanto più grave in quanto gli stessi costituiscono un principio di prova, imprescindibile per gli studiosi del diritto tra i quali si annovera il giuslavorista. In carenza di documenti, inchieste e semplici denunce, era forse più consono allo status del personaggio limitarsi a prospettare il dubbio. Il centro della questione, tuttavia, non riguarda approfondimenti scientifici o moderazione argomentativa. Il tema tocca la visione manichea tra pubblico e privato che sta conducendo a estreme conseguenze. Cioè fino alle formule tipo " zero burocrazia " di Capitan Cocoricò e alle manovre per chiudere importantissimi uffici quali le Soprintendenze (come si tenta in Sicilia con l ' unico risultato, denunciato da Tomaso Montanari, di colpire e distruggere un patrimonio culturale di eccezionale valore). Il presupposto ideologico è del più vieto liberismo: il privato, mosso dall ' interesse personale, funziona e produce, diversamente dal pubblico, non motivato e gravato dal lassismo impiegatizio. Tesi questa impregnata del medesimo radicalismo che oggi pervade il dialogo politico. Un radicalismo fine a se stesso e, questo sì, gravemente improduttivo. Anzi pericoloso, perché finisce per negare l ' istanza fondamentale dell ' or dinamento: quella cioè di offrire presidi e garanzie generali per il bene comune che solo l ' esercizio di pubbliche potestà può assicurare. La realtà è molto più complessa delle semplificazioni e delle slide . La verità è che in molti settori pubblici si registrano carenze di organico paurose così che il lavoro di molti è ora a carico di pochi peraltro di età elevata; la verità è che le procedure non sono il frutto di scelte dei burocrati, ma delle normative predisposte e adottate dagli organi politici; la verità è che per realizzare la missione del pubblico - modulare e tutelare le attività private in funzione dell ' interesse generale - occorre fornire l ' apparato di regole chiare e di risorse adeguate. Esemplifico: il Codice degli appalti non è opera dei burocrati (che lo subiscono) ma di un legislatore delegato, spinto da alti magistrati amministrativi con la fregola di rievocare i fasti di Giustiniano. Per rendersi conto che quel codice, con ben oltre 200 lunghissimi articoli e più di 20 allegati, proprio non va non è necessario leggerlo. Basta pesarlo. Il professor Ichino appartiene per storia personale proprio alla classe politica che ha redatto quei testi normativi, ha imposto le esternalizzazioni, ha depauperato di risorse gli apparati pubblici. In primis la Sanità che ora, ma probabilmente non quando era parlamentare, preoccupa tanto il noto docente.

Foto: LE SUE TESI SUI " NULL AFACENTI " DI STATO SONO G R AT U I T E , FA LS E E PERICOLOSE