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27/11/2019

Giustizia e legge di Bilancio maggioranza sulla graticola

La Gazzetta Del Mezzogiorno

PAESE GIALLOROSSO IL NODO DELLE RIFORME LA MANOVRA Rinviata di sei mesi e «diluita» la tassa sulla plastica. Si punta anche ad ammorbidire la stretta su auto aziendali e bibite gassate
La prescrizione spacca il governo: Conte appoggia la richiesta del M5S. Frena il Pd: non siamo meri esecutori
l ROMA. Sale alle stelle la tensione nella maggioranza sulla riforma della giustizia, in particolare sulla prescrizione, con Luigi Di Maio che insiste ad inserire la questione nel rinnovo del patto di governo. Il Pd alza il muro, anche alla luce della seconda proposta del M5S, prodotta sulla scia dell'inchiesta Open: una commissione di controllo sul finanziamento ai partiti (ne riferiamo a parte). Anche su questa questione, come sulla prescrizione, il premier Giuseppe Conte, non si oppone: «Il Parlamento è sovrano», afferma il premier. A fare la sintesi delle questioni spinose che allertano la maggioranza ci pensa poi il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci: «Di Maio si tolga dalla testa l'idea che sia il M5S a dettare l'agenda dei provvedimenti del governo e che il Pd si limiti solo a votarli». Sulla prescrizione ad esempio, «è fondamentale garantire tempi certi e brevi per la durata dei processi» ribadisce il dem. Proprio per questo al Pd non è neppure piaciuto il nuovo endorsement del premier sulla prescrizione («per me è giusto che ci sia, è il segnale che in Italia le verifiche giudiziarie si completano con assoluzione o condanna») per quanto attenuato dalla fiducia espressa sull'accordo per la riforma e sulla necessità di mettere a punto «garantire un sistema di garanzie adeguate per assicurare il vincolo costituzionale della durata ragionevole dei processi». Né sono rassicurati dalle parole del Ministro Alfonso Bonafede che sulla durata dei processi rilancia: «Se questo è l'obiettivo di tutti portiamolo avanti». Al premier risponde infatti l'ex guardasigilli e vicesegretario del Pd, Andrea Orlando: «Sono assolutamente d'accordo con Conte» quando dice che per la prescrizione «il problema è trovare un bilanciamento nell'am bito del processo. Al momento, però, le soluzioni prospettate non sono adeguate» puntualizza. Proprio Orlando è stato notato parlare con l'azzurro Enrico Costa, firmatario di una proposta di legge contro la prescrizione. Che avverte: «Conte e Bonafede ribadiscono che il blocca-prescrizione entrerà in vigore il 1 gennaio 2020 e non ci saranno rinvii. A questo punto il Pd, che ha alzato le barricate, rischia di perdere la faccia. Giovedì la conferenza dei capigruppo esaminerà la richiesta di Forza Italia di far approdare con urgenza in aula la nostra proposta di legge contro il blocca-prescrizione: è richiesta l'una nimità, che ovviamente non ci sarà. Allora sarà l'aula a votare, probabilmente la prossima settimana». MANOVRA -Scintille anche sulla Finanziaria. Il minsitro dell'Economia, Roberto Gualtieri, annuncia che è allo studio l'ipotesi, nell'ambito del taglio del cuneo fiscale, di «estendere gli 80 euro alla fascia di redditi fino 35.000 euro e facendoli diventare i 120 euro per tutti gli altri». Il ministro spiega anche che sulle auto aziendali la misura sarà a gettito quasi zero con un «sussidio aumentato per le auto meno inquinanti» e "un parallelo e limitato aumento solo per quelle superinquinanti». Il ministro lancia anche, con gli operatori del settore un piano nazionale per la plastica, mentre si lavora a un dimezzamento della tassa, che dovrebbe passare da 1 euro a 50 centesimi al chilogrammo. La misura dovrebbe anche slittare «di almeno sei mesi», secondo quanto spiega il ministro Stefano Patuanelli. Il Pd preme anche per un ammorbidimento della tassa sulle bibite gassate, fortemente voluta dai Cinque stelle, e per una nuova pace fiscale con la rottamazione degli avvisi bonari. E' stallo intanto per il decreto fiscale alla Camera. Restano irrisolti i nodi del carcere agli evasori e delle nuove norme sugli appalti. Per la norma che inasprisce il carcere per gli evasori e disciplina la confisca, il ministero della Giustizia avrebbe aperto ad alcune correzioni non di sostanza, ma non basterebbe agli altri partiti e in particolare a Iv, che minaccia barricate. Quanto agli appalti, si starebbe lavorando sull'ipotesi di limitare l'obbligo di ritenuta negli appalti e subappalti solo oltre un limite minimo (l'ipotesi è di 200mila euro) e solo per la sola somministrazione di personale che riguardi aziende che siano nate da meno di tre anni.

Foto: MINISTRO DELL'ECONOMIA Il dem Roberto Gualtieri


Foto: 5S Alfonso Bonafede