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12/05/2021

Giungla logistica, faro sugli appalti E Amazon tratta con i sindacati

QN - Il Giorno

MILANO di Andrea Gianni La punta dell'iceberg è il caso Ids che, messo fuorigioco da Dhl Supply Chain per motivi legati a problemi del consorzio, ha costretto a una corsa a Pasqua per far riassorbire gli 850 lavoratori nelle tre società subentrate in corsa negli appalti nei poli logistici lombardi. L'appello che i sindacati Filt-Cgil e Fit-Cisl avevano inviato lo scorso 31 marzo al colosso delle spedizioni Dhl, chiedendo «l'attivazione di un tavolo sul tema della legalità negli appalti» è rimasto ancora lettera morta. Denunciavano, ancora una volta, «scelte che ricadono in maniera quasi esclusiva su elementi di natura economica e tariffaria, facendo passare in secondo piano il rispetto delle norme e del contratto da parte del fornitore». Un episodio sintomatico delle dinamiche di un settore dove, agli annosi problemi, si sono aggiunti quelli generati nell'anno della pandemia. «Il settore è in continua crescita - spiega Roberto Legramandi, della Fit-Cisl Lombardia - ma questo non si traduce in condizioni migliori per i lavoratori. Registriamo piuttosto un allentamento dei controlli sulla legalità degli appalti, alle imprese interessa raggiungere gli obiettivi con il minor costo possibile». Il Consorzio Ids era subentrato qualche anno fa, in una situazione già turbolenta e segnata da proteste, nei poli logistici Dhl Supply Chain di Settala, Liscate e Cerro al Lambro, nella Città metropolitana di Milano, Livraga (Lodi) e Corteolona (Pavia). Un consorzio con in pancia circa 850 dipendenti, incaricato di stoccaggio e gestione logistica di prodotti come farmaci, elettrodomestici e smartphone messi in commercio nel Nord Italia. A marzo il sistema è crollato, il consorzio è finito fuorigioco e ha costretto a cambi d'appalto in corsa, in giorni segnati da «preoccupazione e rabbia tra i lavoratori», mentre Dhl ha continuato a garantire il pagamento degli stipendi. «Sono stati riassorbiti dalle altre società - spiega Legramandi - ma non bisogna abbassare la guardia, perché se l'appalto non dovesse rivelarsi sostenibile economicamente si rischierebbero tagli». Un altro nodo aperto è quello di Tnt/FedEx, con la chiusura dell'hub di Piacenza e le proteste a Peschiera Borromeo. Cgil, Cisl e Uil stanno portando avanti anche una vertenza con al centro l'integrazione salariale: nell'ultima lettera alla multinazionale sollevano il timore che «il prosieguo della situazione esasperi i lavoratori» già costretti a subire una «perdita economica». Nella giungla dell'e-commerce aleggia anche il caso Amazon: dopo lo storico sciopero di marzo sono stati fissati due incontri nel tavolo nazionale, il 25 e il 26 maggio, che verranno seguiti da un nuovo vertice con Assoespressi per cercare un accordo sulle tutele per driver e addetti alle logistica. E maggio dovrebbe essere anche il mese decisivo per la firma del nuovo contratto collettivo del settore. © RIPRODUZIONE RISERVATA