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18/12/2018

Giudici in fuga, Bari sede disagiata il Csm verso i premi d’anzianità

La Repubblica - CHIARA SPAGNOLO

Troppi vuoti d'organico e poche richieste a causa dei carichi di lavoro e del caos immobili
Giudici in fuga da Bari, sede sempre meno appetibile a causa degli enormi carichi di lavoro e delle difficoltà connesse alla disastrosa situazione dell'edilizia giudiziaria. Nel capoluogo, ma anche a Foggia, i numeri sulle scoperture degli organici nelle sezioni giudicanti parlano chiaro, così come i bandi che non riescono a coprire tutti i buchi e l'età sempre più bassa dei magistrati.
E l'emergenza è ormai talmente evidente che la Terza commissione del Consiglio superiore della magistratura (che si occupa dell'accesso alla professione e della mobilità) chiederà al plenum di raddoppiare il punteggio di l'anzianità per i giudici che per quattro anni prestano servizio a Bari. Un po' come accade per le sedi disagiate, concentrate soprattutto in Calabria, Campania e Sicilia.
, pagina III Giudici in fuga da Bari, sede sempre meno appetibile a causa degli enormi carichi di lavoro e delle difficoltà connesse alla disastrosa situazione dell'edilizia giudiziaria. Nel capoluogo, ma anche a Foggia, i numeri sulle scoperture degli organici nelle sezioni giudicanti parlano chiaro, così come i bandi che non riescono a coprire tutti i buchi e l'età sempre più bassa dei magistrati. E l'emergenza è ormai talmente evidente che la Terza commissione del Consiglio superiore della magistratura (che si occupa dell'accesso alla professione e della mobilità) chiederà al plenum di raddoppiare il punteggio dell'anzianità per i giudici che per quattro anni prestano servizio a Bari. Un po' come accade per le sedi disagiate, concentrate soprattutto in Calabria, Campania e Sicilia, nelle quali ai magistrati vengono dati punti aggiuntivi e indennità economiche. E se pure sembra paradossale che il capoluogo di regione - fino a un decennio fa sede ambitissima in cui gli stessi pugliesi avevano difficoltà a rientrare - possa essere paragonata a Locri o a Gela, i fatti raccontano che a Bari, ormai, vogliono lavorare sempre meno giudici. L'elenco delle sedi vacanti sull'intero territorio nazionale, aggiornato al 3 dicembre e discusso nella riunione della Terza commissione del 13, la dice lunga. A Bari mancano 11 giudici su 68, con una scopertura del 16%, 2 giudici del lavoro e due pm. A Foggia 3 giudici su 49, con una scopertura del 6%, un giudice del lavoro e un pm. Un giudice manca anche a Trani. Situazione ugualmente difficile a Taranto, dove mancano 8 giudici su 45, con la scopertura che tocca il 18% mentre a Brindisi ne mancano 2 e a Lecce 5.
A rendere sempre meno appetibile la sede principale del Distretto della Corte d'appello di Bari - stando ai dati in possesso del Csm - sono i carichi di lavoro estremamente pesanti, non commisurati a un organico che risale a diversi decenni fa e che è stato ampliato solo in piccolissima parte. Un disastro denunciato dall'Anm locale già nell'inaugurazione dello scorso anno giudiziario: «Nel Distretto di Bari i magistrati non possono più sostenere questi carichi di lavoro, per giunta in tali condizioni materiali indegne» , si diceva prima ancora che esplodesse il bubbone del palagiustizia inagibile. E, dopo maggio, la situazione si è fatta ancora più complicata. Perché il balletto delle sedi ha creato ulteriori rallentamenti nell'attività giudiziaria, aggravi di lavoro, incremento dei carichi pendenti. E molti giudici, che per tre mesi sono stati persino senza ufficio, hanno cominciato a guardarsi intorno pensando a chiedere il trasferimento. Mentre quelli più giovani, in cerca di una sede, hanno cancellato Bari dalla lista delle loro possibilità. Il risultato è la fuga dal tribunale del capoluogo pugliese, nel quale sono numerose anche le vacanze per maternità di magistrate che non vengono sostituite. Per questo la Terza commissione del Csm ha portato il "caso Bari" all'attenzione del plenum, che probabilmente lo esaminerò domani. «Ho proposto e ottenuto che in vista dei prossimi trasferimenti le sedi giudicanti di Bari e Foggia siano a copertura urgente - ha spiegato Giovanni Zaccaro del Consiglio superiore della magistratura - ossia che si attribuiscano punteggi aggiuntivi, da utilizzare per i futuri trasferimenti, a chi va a lavorare in quelle sedi.
Si tratta di benefici che mai erano stati riconosciuti per chi veniva trasferito a Bari, in passato sede molto ambita, e che speriamo servano ad invogliare a venire a lavorare qui» .
Ovvero in quel tribunale che, parcheggiato nell'ex sede di Modugno, non conosce ancora il suo destino per i prossimi mesi. Il trasferimento all'ex Telecom di Poggiofranco è calendarizzato solo per la Procura e, proprio le mancate risposte dal ministero della Giustizia, durante la conferenza permanente di ieri hanno suscitato le ire del presidente Domenico De Facendis. La giunta Anm, per lo stesso motivo, ha chiesto un incontro urgente al guardasigilli Alfonso Bonafede, per avere «informazioni urgenti sui tempi di trasferimento in via Dioguardi» .
«Tali informazioni sono necessarie per programmare le attività processuali future - ha chiarito l'Anm - nella prospettiva di fissazione delle udienze e per ridurre i disagi per i cittadini» .

I punti

1Gli organici Scopertura fino al 16% in Tribunale mentre va meglio alla Procura, alla quale sono stati recentemente assegnati due nuovi magistrati, Lanfranco Marazia e Luisiana Di Vittorio, che prenderanno servizio direttamente all'ex Telecom

2Il Csm Deve approvare la proposta di far attribuire un punteggio aggiuntivo ai giudici che sceglieranno di lavorare a Bari, come avviene per le sedi disagiate, per le quali sono previsti però anche indennizzi di tipo economico

3Il trasloco La Procura si trasferirà nell'ex Telecom di Poggiofranco entro il 22 dicembre.
Gli uffici attualmente ospitati in via Brigata Regina si sposteranno in via Dioguardi a gennaio ma altri uffici resteranno in quell'immobile del quartiere Libertà

4Il Tribunale Attualmente ubicato a Modugno, non si conosce la data del trasloco all'ex Telecom, che non potrà avvenire prima della realizzazione delle aule di udienza, per le quali la proprietà deve ancora ottenere le autorizzazioni dal Comune

Gli organici a secco e le procedure da seguire

Il disastro era già stato denunciato dall'Anm locale all'inaugurazione del precedente anno giudiziario