scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
05/03/2021

Giubileo, sos della sindaca: «Fondi subito o sarà tardi»

Il Messaggero - L. D. C.

LA SFIDA
Raggi in commissione alla Camera: servono risorse entro la fine del 2021 Pressing per semplificare gli appalti «Pochi i soldi per Roma dal Recovery» IL CAMPIDOGLIO HA PRESENTATO 159 PROGETTI DA 25 MILIARDI MA PER ORA AVRÀ SOLO 9 MILIARDI LA PRIMA CITTADINA CHIEDE DI ACCELERARE ANCHE SUI POTERI PER LA CAPITALE: SERVE ALL'ITALIA
Virginia Raggi batte i pugni sul tavolo della commissione Bilancio della Camera. Si parla di Recovery Plan, la sindaca è in audizione e fa capire che servono risorse subito e una burocrazia più agile per permettere alla Città eterna di affrontare le grandi sfide dei prossimi anni. Non solo per la gestione dei fondi Ue. Il primo rischio, che Raggi paventa senza piroette dialettiche, è di arrivare a un appuntamento globale come il Giubileo del 2025, con milioni di pellegrini attesi e le telecamere di tutto il mondo puntate sull'Urbe, con i cantieri a metà, impelagati nel limbo limaccioso delle procedure ordinarie. Una figuraccia. Dice Raggi alla Camera: «Se il Governo stanzia i fondi per il Giubileo del 2025 più tardi della fine di quest'anno e non dà poteri straordinari c'è il rischio, con le norme attuali, che nel 2025 siamo ancora in corso di esecuzione. I tempi per il Giubileo sono quelli di oggi, se ci pensate un po' di più rischiamo di essere in ritardo». Insomma, siamo già in zona Cesarini per l'assegnazione di un pacchetto corposo di competenze e liquidità. Ritardare ancora di qualche mese questo doppio intervento, renderebbe la situazione irrecuperabile, secondo la grillina, esclusa a sorpresa nel novembre scorso dalla prima riunione sull'evento giubilare a Palazzo Chigi, con Conte premier. La partita del Recovery svela il garbuglio, la palude di norme e codicilli italiani. Se l'Ue ha fissato in 7 anni il tempo limite per sviluppare i progetti, «è perché evidentemente negli altri Stati questo è un tempo sufficiente, il problema siamo noi in Italia che ci stiamo chiedendo come faremo in sette anni a investire i fondi», riprende la sindaca. «È il momento di dire che le norme che noi ci siamo creati non ci rendono competitivi con i partner europei. Il nostro Paese si deve mettere al pari di altri Paesi altrimenti, sì, che falliremo. Se riparte Roma riparte l'Italia. Non possiamo far fare all'Italia la figura della Cenerentola». Il codice degli appalti, rimarca Raggi, va cambiato. La rotta sarebbe questa: «Inasprire i controlli ma semplificare la burocrazia». La richiesta è chiara: rendere permanenti le agevolazioni introdotte per la pandemia col decreto Semplificazioni. I FINANZIAMENTI Quanto alla borsa della Capitale, prima dei fondi comunitari, il Campidoglio aspetta i ristori. «Le città altrimenti sono in affanno», lamenta Raggi. Per il Recovery plan Roma Capitale ha presentato 159 progetti per 25 miliardi di euro, finora se n'è visti riconoscere meno della metà: 9 miliardi. «Non bastano», per la prima cittadina. Dei 25 miliardi, quasi il 50% riguarda investimenti per la mobilità, per colmare un gap storico. Altri 300 milioni sarebbero indirizzati ad un altro settore ciclicamente in crisi, i rifiuti. La giunta romana vorrebbe puntare questa quota di fondi europei su progetti in grado di mitigare la «carenza di sistema, di impianti Tmb, impianti per multimateriali, carta e cartone». Finora le richieste del Campidogli - tra queste, la riqualificazione del Tevere, la valorizzazione dei Fori Imperiali, delle Mura Aureliane e di Colle Oppio «hanno portato ad un primo intervento per circa 9 miliardi, finalizzati soprattutto per il settore Turismo e Cultura, ma non bastano - dice Raggi - Roma e l'Italia hanno necessità di investimenti infrastrutturali». È un programma a lunga gittata: un rilancio che punta su «Recovery fund, sul Giubileo 2025 e su Expo 2030». LO STATUTO Oltre ai fondi c'è il tema dei poteri speciali per la Capitale. Roma come Londra o Parigi. Se ne discute da oltre un decennio (almeno), ma come in un gioco dell'oca si torna sempre al punto di partenza. Raggi chiede di rompere lo stallo: «Roma Capitale ha tenuto un consiglio straordinario sullo status e i poteri speciali. Tutte le forze politiche hanno manifestato la volontà di proseguire e spero che questo discorso possa andare avanti per il bene della Capitale e di tutto il Paese». © RIPRODUZIONE RISERVATA Le scadenze e la road map degli interventi 23 1 Il programma del Comune A dicembre il Campidoglio ha presentato i 159 progetti per il Recovery Plan, per un valore di circa 25 miliardi di euro Investimenti sul turismo Per ora Roma ha ottenuto 9 miliardi: tra i progetti la riqualificazione del Tevere, la valorizzazione dei Fori e di Colle Oppio L'Anno Santo e i cantieri Per Raggi i fondi e i poteri per il Giubileo del 2025 devono essere programmati entro l'anno, altrimenti i cantieri saranno in ritardo 4 Candidatura all'Expo 2030 Il 23 dicembre l'Assemblea capitolina ha approvato una mozione per candidare Roma all'Expo 2030

Foto: Sopra, Raggi durante l'audizione A sinistra, Palazzo Senatorio