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04/03/2021

Giovannini striglia il Parlamento: «Opere ferme per 70 miliardi»

Libero

Il neoministro delle infrastrutture: «Lo Sblocca-cantieri ancora in commissione». La Lega: «Via il codice degli appalti»
■ La parola d'ordine è fare in fretta, velocizzare le procedure per poter aprire i cantieri. «È urgente sbloccare la realizzazione di infrastrutture essenziali per la ripresa economica e lo sviluppo del Paese». Questo in sintesi è ciò che il neo ministro alle Infrastrutture, Enrico Giovannini, ha detto durante l'audizione alle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera e Lavori pubblici del Senato. Un monito a far presto rivolto ai parlamentari che devono ancora esprimersi sul Dpcm lasciato in eredità dal Conte-bis, a cui ora il governo Draghi potrebbe far seguire un altro decreto (con un altro elenco di opere rimaste fuori), a patto di riuscire a proporne la bozza entro il 30 aprile. Ma sullo sfondo aleggia il codice degli appalti che molti vorrebbero modificare seguendo il modello Genova. Nel dl "Sblocca-cantieri" ci sono 58 opere, tra infrastrutture stradali, ferroviarie, idriche («particolarmente fondamentali» ha sottolineato il ministro), portuali, per presidi di pubblica sicurezza e di trasporto rapido di massa. Opere da cantierizzare che valgono quasi 70 miliardi di euro ma che sono ferme in Commissione. Il ministro ha anche ricordato che proprio per ridurre i tempi sono stati dimezzati i commissari: 28, tutti tecnici «di alta professionalità tecnico amministrativa, competenti nel velocizzare le procedure». E la strigliata di Giovannini è l'occasione perfetta per il Carroccio che, per voce del viceministro dei Trasporti, Alessandro Morelli, ancora una volta è tornato a chiedere il superamento dell'attuale codice degli appalti «un freno alla realizzazione di opere fondamentali, e la Lega è pronta a lavorare per superarlo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Enrico Giovannini