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29/09/2018

Giorgetti il regista della scelta che smentisce Conte e l’ala grillina dell’esecutivo

Il Secolo XIX

LA TRATTATIVA
L'asse fra il Carroccio e Toti ha sbloccato l'impasse. I due vice per riequilibrare
Una triangolazione sull'asse Genova-Roma che ha visto la Lega agire per prima e chirurgicamente, suggerendo per il tramite del sottosegretario alla Presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti un nome gradito al Carroccio e a Regione e Comune di Genova. E capace, al contempo, di togliere le castagne dal fuoco al Movimento 5 Stelle e soprattutto al Presidente del consiglio, che sta incontrando più difficolt à del previsto nel trovare una quadra attorno alla cruciale nomina del commissario per la ricostruzione. E tuttavia, se l'indicazione del nome del genovese Claudio Andrea Gemme, manager d'azienda, pare molto vicina all'accordo definitivo tra le forze politiche al governo, la vicenda della nomina del commissario diventa a maggior ragione, alla luce degli ultimi sviluppi, un banco di prova della credibilit à e autorevolezza del Presidente del consiglio Giuseppe Conte. Il motivo è molto semplice: l'identikit di Gemme combacia perfettamente con quello tracciato in modo assai sibillino, ieri mattina, dal leader della Lega Matteo Salvini. E tuttavia non si pu ò non rilevare come, al contrario, poco c'etnri con il profilo indicato nei giorni scorsi dallo stesso Conte e caldeggiato da buona parte dell'ala grillina dell'esecutivo. Un tecnico, non di Genova e con competenze prevalentemente giuridiche e nel settore degli appalti. La figura più appropriata, peraltro, scorrendo le prerogative assegnate dal commissario dall'articolo 1 del decreto Genova. Tuttavia, con l'evolvere dei giorni nello stesso decreto sono state ricavate delle piccole scappatoie. E questo potrebbe aiutare la trattativa. Anzitutto, la possibilit à di nominare due sub commissari che possano affiancare il commissario. Non solo: la struttura di cui pu ò dotarsi il "motore " della ricostruzione, 19 persone più un dirigente, potrebbe consentire di diversificare a sufficienza le competenze della squadra. Ieri i contatti si sono susseguiti e intensificati, soprattutto tra la Regione e la Presidenza del consiglio dei ministri. Ma è evidente che la nomina del manager genovese perfezionerebbe un blitz orchestrato dalla componente leghista. Anche perch é forte di un credito molto spendibile: l'insufficienza delle misure di sostegno alla citt à nel post Morandi, che la Lega e in particolare il sottosegretario alle Infrastrutture Edoardo Rixi avrebbe voluto assai più corpose. Non solo: sono da considerare anche le tensioni della manovra finanziaria, che hanno visto raggiungere un compromesso, sbilanciato a favore del Movimento 5 Stelle, delle misure economiche da varare in via prioritaria. Questo ha dato una certa forza contrattuale al Carroccio, che si è mosso all'unisono con la Regione. Capovolgendo in parte la dinamica tracciato dal decreto - e inizialmente neanche prevista cioè che per la nomina la presidenza del consiglio debba raccogliere il parere non vincolante della Regione Liguria. Cos ì è spuntato un candidato genovese, sovvertendo tutte le previsioni. E gli stessi impegni del primo ministro, che sul punto aveva manifestato un certo nervosismo: « Decido io, in autonomia » , aveva risposto a Di Maio e allo stesso Salvini, nei giorni scorsi. Lo scenario, evidentemente, è cambiato e l'epilogo è molto vicino: probabilmente gi à luned ì Conte firmer à un decreto che indicher à il nome del super commissario. - R.SCU.

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