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30/06/2020

“Giggino, leggi quel foglio e poi brucialo”

La Repubblica - d. d. p.

Le intercettazioni del parlamentare: riferimenti anche a un concorso
«Mi devi credere, a me prima la politica piaceva... ma mi è venuto un dolore di testa stasera...»: così si sfogava Luigi Cesaro la sera del 3 aprile 2017 in una delle 31 conversazioni intercettate nell'inchiesta dei carabinieri del Ros che vede il parlamentare di Forza Italia indagato per concorso esterno in associazione camorristica. Il 9 luglio è fissata davanti al giudice Maria Luisa Miranda l'udienza "filtro" per valutare la rilevanza dei colloqui. Solo dopo questo passaggio, il gip deciderà se accogliere la richiesta di arresto avanzata dalla Procura nei confronti del parlamentare. Cesaro, difeso dagli avvocati Alfonso Furgiuele e Michele Sanseverino, respinge le accuse e così i suoi tre fratelli: Antimo è in carcere, oggi l'avvocato Claudio Botti discuterà il ricorso al Riesame, mentre sono ai domiciliari Aniello e Raffaele. Il senatore viene quasi sempre intercettato nell'auto di un suo fedelissimo, Luigi Vergara e discute prevalentemente di politica e delle elezioni per il Comune di Sant'Antimo. Il 30 aprile 2018 i due parlano anche di un concorso per cancellieri. «Gigi, se ti trovi a Roma vedi un poco di sapere... se... hanno affidato a dei cancellieri... se hanno affidato a quella società là», dice Vergara. «Quello scemo ci doveva far sapere là», replica Cesaro. Più avanti, i due affrontano nuovamente la questione. Vergara afferma «se gli dobbiamo regalare pure qualcosa, Gigi, diciamo». Cesaro annuisce: «Va bene, non ti preoccupare». E Vergara: «Sai perché è buono questo? Perché è vero che stanno due-trecentomila persone, quante ne sono, ma il bando parla che ne devono portare allo scritto solo 3200 persone». Vergara spiega che «sono uscite anche le commissioni» composte da magistrati e funzionari del ministero. «Ce l'hai tu? chiede Cesaro - ce le dobbiamo guardare un poco insieme». La vicenda non ha avuto sviluppi investigativi e non è confluita nell'ordinanza cautelare. Stesso discorso per un colloquio dell'ottobre 2016 tra il senatore e un imprenditore locale, Francesco Di Spirito, il quale gli passa un appunto: «Conservati questo foglio, sono quelle notizie che mi hai cercato... questi sono quei signori... capito?» e più avanti prosegue: «Sono quella gente che ha fatto quell'accertamento». E suggerisce: «Mettitelo in tasca e brucialo... a te non manca modo».
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Foto: kParlamentare Luigi Cesaro parlamentare di Forza Italia