scarica l'app
MENU
Chiudi
19/11/2020

Giardino vescovile bocciato dal Tar «Illecito l’incarico a Heller senza gara»

Corriere dell'Alto Adige

Bressanone, accolto il ricorso dell'Ordine degli architetti. Il sindaco Brunner: faremo appello Il comitato civico: «Risultato importante». Verdi, Team K e Sdf esprimono soddisfazione
Doccia fredda per il Comune di Bressanone, che aveva deciso di affidare senza alcuna gara d'appalto all'artista austriaco Andrè Heller l'incarico di riqualificazione del Giardino vescovile. Una procedura evidentemente illegittima, come hanno stabilito i giudici del Tar di Bolzano accogliendo il ricorso che era stato presentato dall'Ordine degli architetti pianificatori paesaggisti conservatori della Provincia di Bolzano. Il Tar ha quindi annullato la delibera del Comune di Bressanone con cui era stato affidato in via diretta, senza l'espletamento di alcuna gara pubblica, l'incarico di riqualificare e progettare il giardino vescovile alla società «Büro André Heller» di Vienna. «Il Tar ha così sentenziato che l'affidamento in via diretta alla società Heller lede i principi di concorrenzialità in materia di appalti pubblici oltre che le norme a tutela della categoria degli architetti» commenta in una nota l'Ordine degli architetti, presieduto da Johann Vonmetz. In particolare i giudici amministrativi hanno stabilito che la riqualificazione e la progettazione del giardino vescovile di Bressanone non può essere considerata una «rappresentazione artistica», come sostenuto dal Comune che intendeva così legittimare l'affidamento diretto ad un artista. Secondo l'interpretazione del tribunale amministrativo «si tratta nel caso in esame di un appalto pubblico di servizi, perché per adempiere all'incarico è necessario oltre al lavoro intellettuale anche una struttura organizzatoria». Il Tar ha anche stabilito che l'appalto «ha ad oggetto prestazioni di progettazione che ai sensi delle disposizioni in materia di appalti pubblici sarebbero state da mettere a gara tra liberi professionisti qualificati». L'Ordine degli architetti conclude: «Viene confermato che sono state violate le norme del Codice degli Appalti che riservano, fra l'altro, agli architetti la partecipazione alle procedure di affidamento dei servizi attinenti all'architettura». Il sindaco di Bressanone, Peter Brunner, ha già annunciato ricorso al Consiglio di Stato: «Siamo rimasti sorpresi da questa sentenza, visto che avevano consultato il nostro ufficio legale prima di decidere di affidare l'incarico a Heller. Il Tar ha deciso diversamente, ma faremo subito ricorso confidando che possa venire accolto. Attendiamo la decisione di secondo grado, che potrebbe arrivare tra circa sei mesi». La notizia della bocciatura dell'affidamento dell'incarico è stata comunque accolta con soddisfazione da una larghissima fetta della popolazione cittadina. Il comitato civico «Iniziativa per il futuro del Giardino Vescovile» in passato aveva raccolto ben 4.000 firme (in una città di 21mila abitanti) contro il progetto Heller, che prevede costi per complessivi 10 milioni di euro (di cui 1,2 all'artista austriaco) per realizzare un giardino accessibile solo a pagamento. «Prendiamo atto con soddisfazione e gioia della decisione del Tar. È una tappa importante verso la realizzazione di un giardino vescovile sobrio ed a libero accesso» commenta Barbara Fuchs, portavoce dell'Iniziativa per il futuro del giardino vescovile. Anche i partiti dell'opposizi one cantano vittoria, dai Verdi al Team K. Il gruppo verde del consiglio provinciale, in una nota, esprime, soddisfazione e ricorda: «Proprio a questo scopo era stata cambiata la legge sugli appalti» commenta la consigliera Brigitte Foppa, che rivolta al Comune aggiunge: «Rendete il giardino vescovile uno spazio aperto, sostenibile e condiviso dalla popolazione». Anche per il Team K si tratta di una buona notizia: «Quella contro il progetto Heller è una battaglia che abbiamo sempre sostenuto» ricorda il consigliere provinciale Franz Ploner, mentre i consiglieri comunali Sabine Mahlknecht e Ingo Fink aggiungono: «Prendiamo atto con soddisfazione che le argomentazioni del Comune con le quali aveva cercato di inquadrare l'incarico come opera artistica non hanno retto al vaglio della giustizia amministrativa. Per il futuro - concludono Mahlknecht e Fink - vorremmo che la città disponesse di un giardino per i suoi abitanti, non per farci eventi faraonici».Soddisfazione per la decisione del Tar è stata espressa anche da Stefan Unterberger, consigliere di Süd-Tiroler Freiheit. Luigi Ruggera

Il duello

● Il Tar di Bolzano ha accolto il ricorso dell'Ordine degli architetti contro l'affidamento senza gara, da parte del Comune di Bressanone all'artista austriaco Heller, dell'incarico di rifacimento del giardino vescovile ● Il sindaco Brunner annuncia ricorso. Cantano vittoria invece l'«Iniziativa per il futuro del giardino vescovile» e diversi partiti politici contrari dal progetto: dai Verdi al Team K passando per Süd-Tiroler Freiheit

Foto: La querelle Qui sopra, il presidente dell'Ordine degli architetti, Johann Vonmetz. A sinistra, un rendering del progetto firmato da Heller