scarica l'app
MENU
Chiudi
02/06/2020

Giardini pubblici: ecco i finanziamenti della Fondazione in aiuto al Comune

Il Messaggero

SULMONA
L'assegno è già pronto, a disposizione del Comune di Sulmona che per le sue disattenzioni ha già perso un contributo regionale di 100mila euro. In soccorso della villa comunale di Sulmona, arriva così la Fondazione Carispaq che, nei giorni scorsi, ha annunciato alla sindaca Annamaria Casini di aver stanziato una prima tranche di finanziamento per il rifacimento del giardino della città. Un contributo di 120mila euro, per iniziare, che, però, il presidente Mimmo Taglieri, vorrebbe gestire direttamente, appellandosi alla clausola del Codice degli appalti relativa alle opere pubbliche realizzate a spese del privato. L'opera, però, è condizionata, secondo Taglieri, al progetto della Fondazione che prevede anche l'installazione di una recinzione e la presenza di un custode-giardiniere. La villa, insomma, va chiusa e blindata nelle ore notturne per evitare - dice il presidente della Fondazione - che i vandali la distruggano la notte. Un'ipotesi che ha scatenato in città un vivace dibattito (con molte persone contrarie alla chiusura dello spazio), con il quale la politica, prima di approvare il progetto, dovrà necessariamente confrontarsi. D'altro canto, però, oggi la via del finanziamento privato appare l'unica percorribile per sistemare la villa comunale, ridotta ai minimi termini. Il Comune ha infatti letteralmente perso il contributo regionale, prima sbagliando a presentare la tipologia di progetto (definitivo, anziché esecutivo) e poi ignorando di fare osservazioni e ricorsi che, al contrario, hanno permesso a Pratola di rientrare nella graduatoria regionale. Proprio questa carenza burocratica ha suggerito a Taglieri di far diventare la Fondazione soggetto attuatore: Ricorrendo alla clausola prevista dal Codice degli appalti per i finanziamenti privati - spiega il presidente - si riuscirà ad accorciare di molto i tempi di rifacimento della villa comunale che ha per Sulmona un grande valore, sia in termini storico-artistici, che in termini di socialità. Da rifare c'è un po' tutto, d'altronde: le siepi che circondano l'area sono distrutte, l'erba è sparita in molti punti, il sistema di irrigazione funziona a macchia di leopardo, diversi alberi hanno bisogno di manutenzione, gli arredi sono stati divelti in più punti, le fontane interne sono raccoglitori di rifiuti. La villa di Sulmona, d'altronde, non è solo un giardino pubblico, ma un vero e proprio gioiello urbanistico e architettonico, realizzato secondo il tipico giardino urbano ottocentesco.
Patrizio Iavarone
© RIPRODUZIONE RISERVATA