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30/08/2018

Gianni Tacchi / Livorno «Si festeggia l’alluvione»…

Gazzetta di Mantova

Gianni Tacchi / Livorno «Si festeggia l'alluvione». Si festeggia su nove morti e sulle macerie di una città. Si festeggia per i lavori che serviranno per riportare Livorno alla normalità, per gli incassi che aumenteranno. La frase gela il sangue: è una delle intercettazioni raccolte dalla polizia pochi giorni dopo il violento nubifragio di un anno fa, durante l'inchiesta che sta travolgendo la Protezione civile del Comune di Livorno. L'intercettato è Emanuele Fiaschi, 37 anni, livornese, titolare della Tecnospurghi, una delle aziende leader tra Livorno e provincia per lo spurgo dei pozzi neri. È al telefono con un imprenditore viareggino che, a differenza di Fiaschi, per il momento non risulta tra gli indagati. Parole vergognose che ricordano le risate tra altri due imprenditori dopo il terremoto dell'Aquila nel 2009. La Procura della Repubblica ha reso nota l'inchiesta mentre Livorno si sta avvicinando al primo, tragico anniversario del nubifragio del 10 settembre 2017: c'era chi piangeva un figlio, in quelle ore, e chi pensava già a come arricchirsi. Gravissime le accuse. Fiaschi è stato arrestato per turbativa d'asta in concorso e truffa ai danni dello Stato, reati contestati anche all'ex coordinatore della Protezione civile di Livorno, Riccardo Stefanini, già ai domiciliari per peculato continuato. «Lucravano sistematicamente ai danni del Comune», si legge nell'ordinanza. Stefanini, secondo gli inquirenti, ha scoraggiato un'azienda lucchese a partecipare al bando di gara per l'affidamento di una serie di servizi per l'ente, spiegando che non aveva i requisiti giusti e permettendo a Fiaschi di ottenere l'appalto. In un'altra occasione, sostiene l'accusa, il funzionario comunale avrebbe invece versato 4.500 euro alla Tecnospurghi per i lavori di spargimento del sale dopo una nevicata, lavori effettuati invece da un volontario. E poi c'è il caso dei sacchi di sale da disgelo venduti dall'azienda al Comune: 15 euro più Iva per 20 chili, quando invece la media - secondo le verifiche della polizia - è di poco più di 3 euro per 25 chili. Prezzi gonfiati, pesando stavolta sulle tasche dei cittadini. E nell'inchiesta spunta anche il bando per la gestione dell'alert system, servizio utilizzato dall'amministrazione comunale per comunicare ai cittadini gli eventuali rischi legati al maltempo: la gara sarebbe stata creata su misura, sempre da Stefanini, per favorire una società romana. «Mi ha schifato leggere che qualcuno stava trattando l'enorme disastro come un'occasione per arricchirsi» dice il sindaco cinquestelle Filippo Nogarin; il Comune intende costituirsi parte civile. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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