scarica l'app
MENU
Chiudi
05/07/2019

Gial Plast, sospesa l’interdittiva antimafia

La Gazzetta Del Mezzogiorno

LA DECISIONE MISURE DI PREVENZIONE L'INFORMATIVA I giudici hanno accolto l'istanza degli avvocati Quinto e Bonsegna nonostante l'opposizione della Prefettura
Sì del Tribunale all'ammissione al controllo giudiziario GLI AVVOCATI « L'azienda potrà riprendere a operare senza limitazioni negli appalti pubblici»
l Il Tribunale sospende l'interdittiva antimafia notificata alla Gial Plast. I giudici, dell'Ufficio misure di Prevenzione (presidente Fabrizio Malagnino, relatore Marcello Rizzo), nonostante la ferma opposizione della Prefettura, hanno accolto l'istanza di ammissione al controllo giudiziario presentata dalla Gial Plast attraverso gli avvocati Pietro e Luigi Quinto, Giuseppe e Michele Bonsegna , e disposto la sospensione del provvedimento interdittivo adottato nel marzo scorso. Secondo i legali del collegio difensivo, gli effetti dell'ammissione al controllo giudiziario, che decorrono dall'accettazione dell'incarico dell'am ministratore nominato dal Tribunale è di particolare rilevanza per la Gial Plast in quanto le consente di riprendere ad operare senza limitazioni nel settore degli appalti pubblici. La ditta, infatti, potrà partecipare a nuove gare, stipulare nuovi contratti e prestare la propria attività in favore della pubblica amministrazione senza essere considerata una società controindicata. L'informativa antimafia firmata dal prefetto Cucinotta si basava essenzialmente su due profili: la pendenza di alcuni processi penali a carico di uno degli amministratori e socio di minoranza della società, che risulta comunque incensurato, e l'assunzione di alcuni dipendenti considerati controindicati o perché attinti da precedenti penali o perché ritenuti vicini alla criminalità organizzata. Nel provvedimento del Tribunale sono stati esaminati tutti gli elementi posti alla base del provvedimento interdittivo della Prefettura sotto il profilo della occasionalità. I giudici hanno rilevato come i processi a carico dell'amministratore, per la loro natura e consistenza, non siano in realtà idonei a dimostrare la sussistenza di una condotta da parte della società atta ad agevolare la criminalità organizzata. Con l'unica eccezione del processo tutt'ora in corso relativo all'affidamento del servizio di igiene urbana nel Comune di Cellino San Marco, per fatti risalenti comunque al 2011. Questo unico precedente, ove accertato all'esito del processo penale, dimostrerebbe che l'ipotizzato contatto tra la società e la criminalità organizzata avrebbe natura meramente occasionale. Quanto al profilo dei dipendenti il Collegio ne ha sottolineato la irrilevanza alla luce dell'inconsistenza numerica rispetto alla platea complessiva dei lavoratori (circa il 7%) e della circostanza che la quasi totalità dei soggetti controindicati sia stata assunta perchè tutelata dalla cosiddetta "clausola sociale", che impone l'assorbi mento del personale del gestore uscente da parte dell'impresa subentrante nella gestione dell'appalto. L'occasionalità, il carattere discontinuo e non strutturato della condotta finalizzata ad assecondare contesti delinquenziali, ha rilevato il Tribunale, giustifica l'accoglimento dell'istanza e pone la società in condizione di operare a pieno titolo sotto il controllo di un professionista nominato dal giudice a cui dovrà riferire periodicamente sugli esiti dell'attività di sorveglianza. «La misura concessa - hanno dichiarato gli avvocati Luigi Quinto e Michele Bonsegna fa corretta applicazione di un istituto pensato dall'ordinamento per contemperare l'interesse privato dell'impresa, quello sociale alla salvaguardia dei livelli occupazionali e quello pubblico alla prevenzione rispetto a situazioni che possano essere anche solo sospette di intrecci tra criminalità organizzata e il tessuto economico locale. Consente infatti di seguire un percorso condiviso tra le istituzioni coinvolte, più volte auspicato dalla società attraverso la segnalazione preventiva fatta all'Organo di governo all'esito dello screening dell'Organo di Vigilanza nominato dalla società Gial Plast ai sensi del dlgs 231/2001, ma finora respinto dalla Prefettura, finalizzato a perfezionare la piena rigenerazione dell'operatore economico e la completa cesura da ambienti controindicati, quand'anche siano rilevati elementi meramente indiziari».

Foto: DECISIONE Il Tribunale e gli avvocati Michele Bonsegna e Luigi Quinto