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01/06/2021

Giacomina Pellizzari / udineNonostante il comprome…

Messaggero Veneto - Giacomina Pellizzari

Giacomina Pellizzari / udineNonostante il compromesso raggiunto sul limite del 50 per cento dei lavori da affidare in subappalto, la Fiom non abbassa la guarda e continua a vigilare sull'affidamento delle opere previste dal Recovery plan e dal Pnrr. Anche se la liberalizzazione dei subappalti fino al 31 ottobre è venuta meno, le organizzazioni sindacali manterranno alta l'attenzione per evitare, come afferma il segretario regionale Maurizio Marcon, «che quello che è stato tolto con una mano venga reinserito con l'altra». Marcon avverte: «Più si frammenta la responsabilità dell'impresa e più è difficile mantenere sotto controllo anche la sicurezza dei lavoratori».Pur non abbassando la guardia, Marcon riconosce che il decreto Recovery semplificherà le procedure degli appalti. E se si tratta di velocizzare per il bene dell'Italia, anche la Fiom non fa mancare il suo sostegno. «Il fatto di aver superato le gare d'appalto al massimo ribasso è positivo» afferma il sindacalista nel ribadire che il Codice degli appalti, frutto del referendum organizzato qualche anno fa dalla stessa Cgil, non si tocca. «A seguito del referendum - ricorda - il Parlamento e i Governi Renzi e Gentiloni - hanno approvato il Codice degli appalti, lo stesso Codice che ora, sull'onda dei tempi stretti che rischiano di vanificare il lavoro fatto per il Pnrr, Confindustria fa pressione per modificarlo». Ma la Fiom insiste e ricorda che fino a pochi giorni fa, le confederazioni Cgil, Cisl e Uil erano pronte allo sciopero se nel decreto fosse venuto meno il limite dei subappalti e fosse passata la logica del massimo ribasso. «Stiamo parlando di soldi europei concessi ìn parte a debito e a fondo perduto che vanno a incidere sulle future generazioni, non possiamo mettere in campo opere senza controllo» ribadisce il segretario regionale della Fiom, nel precisare che, a suo avviso, «da novembre il limite dei subappalti scenderà al 40 per cento».I costruttori non sono dello stesso avviso: «Dal primo novembre - spiega la presidente di Anci Udine, Angela Martina, basandosi sulle notizie disponibili - viene rimosso ogni limite quantitativo al subappalto, ma le stazioni appaltanti indicheranno nei documenti di gara le prestazioni o lavorazioni che dovranno essere eseguite obbligatoriamente a cura dell'aggiudicatario in ragione della loro specificità». Facile immaginare quindi che da qui a novembre il tema torni alla ribalta. «Teoricamente - insiste Marcon - alla scadenza della modifica che ha portato il limite al 50 per cento, la norma dovrebbe tornare come prima, ovvero al 40 per cento». Staremo a vedere.«In questo momento si tratta di mettere in sicurezza i primi 24 miliardi previsti dal Pnrr che dovrebbero arrivare a settembre. Si tratta di metterli in campo per dimostrare all'Europa che siamo in grado di mantenere quello che abbiamo promesso di fare. Sarà un continuo togliere, mettere e discutere» ipotizza il sindacalista per i prossimi mesi, nel ribadire che l'attenzione della Fiom resterà alta: «Se servirà segnaleremo le i casi sospetti a chi di dovere come facciamo sempre anche se molto spesso non riceviamo riscontri». --© RIPRODUZIONE RISERVATA