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01/06/2021

Giacomina Pellizzari / udineAppalti più veloci con…

Messaggero Veneto - Giacomina Pellizzari

Giacomina Pellizzari / udineAppalti più veloci con opere sottoposte al parere della Conferenza dei servizi e alla valutazione di impatto ambientale in tempi più rapidi e soprattutto in un'unica soluzione. I decreti Recovery e Semplificazione tagliano gli iter che portano alla realizzazione delle opere pubbliche. Semplificano anche le pratiche per l'ottenimento dei superbonus 110% estendendoli anche alle caserme e alle case di cura, compresi gli ospedali. L'Associazione dei costruttori (Ance) apprezza lo sforzo: «Era ora, non possiamo che condividere. Le semplificazioni introdotte sono in linea con le richieste avanzate non solo dall'Ance, ma da tutte le associazioni di categoria» spiega la presidente di Ance Udine, Angela Martina, riservandosi di leggere il testo definitivo del decreto. Il compromesso sui subappalti trovato con le organizzazioni sindacali ha salvato il decreto che consentirà al premier Draghi di mantenere la parola data sul programma di avvio dei mega cantieri previsti dal Piano nazione di ripresa e resilienza (Pnrr), quello che in Friuli Venezia Giulia porterà investimenti per 9,4 miliardi di euro.Le autorizzazioniTempi ridotti e procedure semplificate. Questo è lo spirito delle norme che tagliano le attese per ottenere dagli organi competenti le autorizzazioni a costruire o a intervenire in edifici esistenti. Basta questo passaggio per far dire a Martina: «Va bene». L'imprenditrice cita un caso per tutti: «L'aver istituito un'unica Conferenza di servizi e tempi certi, 130 giorni, per la chiusura dell'iter della Valutazione d'impatto ambientale è già un buon risultato». La presidente dei costruttori Udine fa notare, infatti, che finora sono stati proprio questi iter a rallentare le procedure di molte opere pubbliche. «Sembra che sia stata imboccata la strada giunta» ripete con una certa dose di prudenza Martina rinviando a un commento più completo dopo aver effettuato ulteriori verifiche. In questo insieme di norme si inserisce anche l'istituzione della Soprintendenza speciale per i beni culturali e paesaggistici interessati dagli interventi previsti nel Pnrr, per affiancare le realtà locali che anche a seguito della cronica carenza di personale ora hanno bisogno di tempi lunghissimi per rispondere alle richieste di pareri e per emettere i decreti di vincolo. Ma la norma che più di altre ha fatto discutere è quella del subappalto contestata dalle organizzazioni sindacali le quali hanno ottenuto l'aumento del limite dal 40 al 50 per cento fino al 31 ottobre. «Dal primo novembre, come sostiene da sempre l'Unione europea, non ci saranno più limiti» spiega Martina secondo la quale questo fatto, in Friuli Venezia Giulia, non favorirà il passaggio di appalti interi da un'impresa all'altra attraverso un sistema di scatole cinesi. «Se questo è il timore, va detto che nella nostra regione - puntualizza Martina - il subappalto non viene mai utilizzato per opere intere. Si usa per affidare gli impianti e altre opere speciali». In effetti, il decreto, da novembre, lascia «alla stazione appaltante la possibilità di indicare quali opere dovranno essere realizzate dall'aggiudicatario. Se questi parametri - sottolinea Martina - vengono applicati con buon senso non ci sarà alcun problema. Un'impresa di costruzione - ripete - deve subappaltare gli impianti». A tutto ciò si aggiunge l'appalto integrato che, invece, consente alle imprese di «partecipare alla progettazione e all'esecuzione delle opere evitando il massimo ribasso».SuperbonusNel recepire il decreto Semplificazioni, il Recovery apre anche la partita dei superbonus. Lo fa tagliando, anche in questo caso, i tempi per le autorizzazioni ed estendendo la loro applicazione alle caserme e alle strutture sanitarie. «Sono rimasti fuori alberghi e hotel e pure gli immobili di proprietà delle imprese» fa notare la presidente di Ance Udine convinta che la proroga della durata della norma va estesa ulteriormente altrimenti i lavori non partiranno. Anche le statistiche nazionali confermano questa tendenza: a fronte di 17 milioni di edifici realizzati prima del 1980 che potrebbero essere oggetto di riqualificazione, le domande presentate non superano le 35 mila unità. «Per completare lavori importanti serve più tempo, ecco perché i grossi interventi non sono ancora iniziati». Detto questo, Martina esprime apprezzamento per l'introduzione della Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila) e la conseguente semplificazione delle pratiche previste per la presentazione dei progetti. «La Cila sostituisce i permessi a costruire richiesti finora con tempi più lunghi» ribadisce Martina nel far notare che nel caso di interventi strutturali anche la Cila non potrà essere utilizzata. In quel caso il percorso richiede la presentazione di calcoli strutturali. Con la Cila, invece, vengono meno le lunghe attese per accedere alla documentazione conservata negli archivi edilizi dei Comuni. Al momento, complici lo smart working e le misure anti contagio richieste dalla pandemia, mediamente, l'attesa si aggira intorno ai tre mesi per ogni immobile sottoposto alla verifica.Manca la manodoperaSe il Pnrr vuole essere lo strumento per rilanciare l'Italia e il Friuli Venezia Giulia, la presidente di Ance Udine non può evitare di soffermarsi su un problema sempre più preoccupante che è quello della disaffezione dei giovani nei confronti dell'edilizia. «Il settore è in ripresa, ma mancano i giovani. Anche se economicamente guadagnano più di qualche laureato stanno dimostrando poco interesse per questo settore» afferma Martina anche in veste di componente della commissione Formazione istituita dalla Federazione europea dell'industria edilizia (Fiec) all'interno della quale è già stato affrontato il problema. --© RIPRODUZIONE RISERVATA