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23/05/2020

«Già convalescenti, temiamo la crisi nera»

Il Tirreno - Chiara Sillicani

Stefano Gatti ed Emil Turba sull'edilizia: bene le detrazioni, ma servono chiarezza e snellimento. Speriamo nella ripartenza «Già convalescenti, temiamo la crisi nera» Stefano Gatti ed Emil Turba sull'edilizia: bene le detrazioni, ma servono chiarezza e snellimento. Speriamo nella ripartenza
Chiara Sillicani / MASSAHa la consapevolezza che il mondo del lavoro non possa mai essere guardato a compartimenti stagni e non soltanto perchè esistono filiere e indotti, ma anche perché l'economia è un domino e un filo di solidarietà - è l'aspetto umano - unisce chi lavora. Così Stefano Gatti, presidente provinciale e vicepresidente regionale di Cna Costruzioni, esprime vicinanza a tutte le imprese, «ai ristoranti, ai bar, ai negozi che hanno riaperto da poco e tentano con coraggio di rialzarsi». Quando guarda al suo settore, Gatti vede le ombre, ma pure le luci. Le ombre sono quelle di uno stop al lavoro, di un codice degli appalti che è rimasto immodificato, di una burocrazia che ingessa. Il resto - per rimanere alle ombre - lo fa la crisi economica che segue a quella sanitaria: «Ci sono settori in difficoltà, privati che hanno perso il lavoro. Il mondo del turismo e della ricettività, che per noi era un bacino importante, non è davvero nelle condizioni di investire. Certo - ecco le prime luci - ci sono cantieri non conclusi prima del lockdown che tornano alla operatività e ci sono detrazioni importanti, fino al 110%, con la possibilità di cessione del credito. Ma se l'incentivo è interessante, c'è da capirne l'applicabilità e da farla capire a molti privati che hanno erroneamente tradotto la cessione del credito nella possibilità di fare lavori senza un esborso reale. Non è così». L'edilizia un primo bilancio - seppur parziale - può farlo perché i cantieri hanno riaperto i battenti il 4 maggio anche se prima della totale operativita- fa il punto Emil Turba, presidente di categoria per Confartigianato - è stato necessario adeguare i cantieri a tutte le prescrizioni, dall'acquisto dei prodotti di sanificazione ai termoscanner, dai registri per documentare i controlli sullo stato di salute dei dipendenti ai dispositivi di sicurezza (leggi articolo accanto)».Non è stato semplice , ma il lavoro è ripreso: «In questo momento - Gatti e Turba condividono l'analisi - stiamo lavorando perché abbiamo riaperto i cantieri chiusi con il lockdown ma non conclusi». Il timore è il futuro, capire quanti avranno una reale capacità di spesa e di investimento in rustrutturazioni e quali saranno i margini di applicazione delle detrazioni:«La misura è positiva, ma adesso è fondamentale attendere i decreti attuativi - chiarisce Turba - per capire le reali soluzioni offerte dalle detrazioni, la possibilità per le aziende di cedere a loro volta il credito alle banche». Una misura positiva anche per Gatti che, per il vero rilancio del settore, è certo che alla politica di detrazioni debba però essere affiancata la sburocratizzazione, pratiche più snelle, più rapide: «Se per la cessione del credito il rapporto sarà con la banca, beh per molte imprese non sarà facile. Nel settore costruzioni e impiantistica, in provincia, il 96% sono microimprese. Come settore, quando è scoppiata la pandemia, eravamo ancora in convalescenza per gli effetti della crisi economica. Ci stavamo riprendendo piano piano, adesso il timore che si precipiti nuovamente in una crisi nera. I lavori di edilizia sono tra quelli che, in condizioni economiche difficili, vengono posticipati. Per questo, per la nostra ripresa è fondamentale la semplificazione».E anche chi i lavori li ha fatti o li sta facendo, dovrà fatturare e sperare in pagamenti rapidi: «Molti - sintetizza Gatti - faticheranno a saldare e non per mancanza di volontà, ma per reali difficoltà economiche». --