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21/05/2020

Ghella: «Semplificazione e più liquidità per il rilancio»

Il Mattino di Padova - Giuseppe Salvaggiulo

Il vicepresidente dell'Associazione costruttori: «I decreti del governo affrontano problemi generali, nessuna misura per i lavori pubblici»
l'intervistaGiuseppe Salvaggiulo«Liquidità e semplificazione ma senza deroghe permanenti» chiede Federico Ghella, vicepresidente dell'azienda di famiglia fondata nel 1894 e specializzata in tunnel, oltre che vicepresidente dell'Associazione nazionale costruttori edili. Com'è la situazione del settore dopo il lockdown? «Considerando che era già in crisi prima del Covid, l'impatto è stato molto duro. Circa l'85 per cento dei cantieri si è fermato o nei casi migliori ha subito rallentamenti per permettere l'adeguamento alle nuove misure di sicurezza». Eppure in teoria il codice Ateco sui lavori pubblici era stato sbloccato. «In teoria. In pratica molti fattori (sicurezza, reperimento materiali, assenza di operai, blocco dei subappalti) hanno determinato un blocco inevitabile». Quali sono le urgenze? «Fornire liquidità al settore e un'indicazione alle stazioni appaltanti su come affrontare il problema del riconoscimento degli extra costi dovuti alla pandemia». Costi vecchi o nuovi? «Entrambi. Nella sospensione (canoni di leasing, costi fissi, sicurezza impianti) ma soprattutto per il dopo: quelli diretti (dispositivi di protezione) e indiretti come la logistica per mantenere il distanziamento fisico, per esempio nelle mense». Tutto ciò comporta anche tempi più lunghi per le opere da realizzare? «Sicuramente, ma quanto non è ancora calcolabile perché cambia l'organizzazione del lavoro, si riduce la produttività. Le stime parlano del 10-15 per cento almeno». La cassa integrazione è arrivata? «Con fortissimi ritardi». Si sarebbe potuto fare qualcosa prima? «Su entrambi i punti la nostra esperienza internazionale ci ha mostrato che in Italia siamo indietro. Tanti Paesi hanno già preso misure in questa direzione da quasi due mesi». In questa fase 2 che cosa chiedete al governo? «Bisogna immettere liquidità nel settore con misure che prendendo spunto dalle migliori esperienze europee dovrebbero ricomprendere un'anticipazione straordinaria e maggiorata, la possibilità di emettere stati di avanzamento sui lavori emergenziali e una generale maggior tempestività dei pagamenti da parte dello Stato». I decreti finora emanati sono stati utili? «Sono stati diretti ad affrontare problemi di carattere generale in gran parte condivisibili, ma non hanno previsto nessuna misura specifica per i lavori pubblici». Perché? «Non so, c'era forte attesa per il decreto rilancio. Ma il paragrafo è saltato tra una bozza e l'altra». Vi hanno detto perché? «Problemi politici. Eppure i lavori pubblici sono il principale settore in cui lo Stato è controparte dei privati». Che cosa intende? «Non si può pensare che le committenze pubbliche, appellandosi alla lettera della legge (sicuramente non pensata per situazioni eccezionali tipo quella attuale) , provino a scaricare tutti questi costi sulle imprese». Siete d'accordo a generalizzare il «modello genova»? «Il modello Genova è legato a una situazione particolare che è difficile generalizzare»E i commissari servono? «Dipende. Sulla linea ad alta velocità Napoli-Bari hanno consentito di risparmiare due anni. Ma non sono la soluzione per tutto». Perché? «Il fatto che sia necessario ricorrere a un commissario straordinario per portare a termine un'opera pubblica con successo dimostra quanto sia inadeguata la disciplina ordinaria. Non si può però pensare di risolvere il problema decidendo di operare in una deroga permanente». Che fare del codice degli appalti? «Un grande intervento di semplificazione per permettere un vero rilancio degli investimenti pubblici accompagnato dal superamento della presunzione di colpevolezza delle imprese e degli amministratori pubblici». In che modo: scudo penale? «Non penso a norme specifiche, ma a una cultura per cui l'amministratore pubblico ha paura di firmare per la paura di responsabilità penale o erariale». Lo sblocca appalti dell'anno scorso ha funzionato? «Ha introdotto qualche misura positiva ma non è riuscito nel suo intento». --© RIPRODUZIONE RISERVATA