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31/07/2018

Gestire la ferrovia? Dal giudice costa più che nella gara d’appalto

La Stampa - alessandro mano

È il mercato, bellezza. Lo stesso servizio può costare 9 euro dopo una gara d'appalto o salire a quasi 13, con tanto di carte bollate e avvocati, in tribunale. Trenitalia spa, l'azienda di trasporto ferroviario controllata dalle Ferrovie dello Stato, si è aggiudicata il servizio regionale di trasporto ferroviario per i prossimi cinque anni, rinnovabile per altri cinque, sulle tratte tra Aosta e Torino, Aosta e Ivrea e (se e quando sarà riaperta) Aosta e Pré-Saint-Didier. Lo ha fatto offrendo un ribasso del 14,76 per cento, un'offerta economica di 73 milioni 976 mila euro per svolgere 5 anni di servizio. La sua concorrente, Arriva Italia Rail spa, ha offerto un ribasso del 13,10 per cento, fermandosi a 75 milioni 416 mila euro. La gara prevedeva un corrispettivo a base d'asta per il solo servizio ferroviario di 10,50 euro al chilometro. Con il ribasso offerto, quel corrispettivo si avvicina per entrambi i concorrenti a 9 euro al chilometro.

Se Arriva è un'azienda privata, sbarcata in Valle due anni fa quando la collegata Arriva Italia ha acquisito la Savda, Trenitalia è la stessa società pubblica che oggi gestisce il servizio ferroviario in Valle. Con un corrispettivo al chilometro molto diverso. Ormai da anni, è in causa con la Regione, perché pretende un adeguamento del contratto di servizio tra il 2011 e il 2015 - e dal 2015 a oggi - che fa lievitare il costo al chilometro dagli 8,30 euro previsti a cifre ben superiori. L'azienda ferroviaria ha chiesto 11,30 euro al chilometro, poi saliti in una seconda ipotesi fino a 12,64 euro al chilometro per l'ultimo periodo: una cifra superiore di quasi il 30 per cento rispetto a quella con cui si è aggiudicata il servizio per il prossimo quinquennio. Trenitalia inviò un decreto ingiuntivo a dicembre 2016 per i cinque anni precedenti, e si oppose. La prossima udienza, davanti al tribunale di Roma è fissata per gennaio 2019. Nel contenzioso ballano in totale 40 milioni di euro, che in caso di condanna la Regione dovrebbe corrispondere a Trenitalia.

Tra il contenzioso e l'attuale gara c'è di mezzo anche la questione del «contratto ponte». Il contratto di servizio tra Trenitalia e il ministero dei Trasporti è scaduto nel 2004, nel 2015 la Regione è subentrata al ministero, ma in proroga. A maggio 2017, Trenitalia ha fornito un prospetto economico biennale per il 2017 e il 2018 che prevedeva un corrispettivo di 10,47 euro al chilometro (Iva esclusa) per il 2017 e di 10,68 euro al chilometro per il 2018. A luglio, il corrispettivo unitario salì a 12,57 euro al chilometro per il 2017 e a 12,64 euro al chilometro per il 2018, con un aumento del 20 per cento rispetto alla prima ipotesi. A ottobre, il contratto ponte si arenò in commissione del Consiglio Valle, ufficialmente per attendere che la giustizia facesse il suo corso: nell'ultima bozza, approvata dal cda di Trenitalia, l'importo era sceso a 10,40 euro al chilometro, contro gli 11,30 richiesti da Trenitalia e gli 8,30 euro pagati finora.

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