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06/06/2019

Gestione musei La cooperativa è in liquidazione

Il Tirreno - G. S.

La Colline Metallifere alza bandiera bianca dopo la perdita dell'appalto più importante La vicenda però non finisce qui Deciderà il Tar della Toscana massa marittima
massa marittima. Non ce l'ha fatta la Colline Metallifere, la cooperativa al femmine che per 38 anni si è occupata della gestione dei musei di Massa Marittima: la mancata vincita dell'appalto, ovvero la commissione principale, ha portato alla liquidazione della società. «Dopo tutta la vicenda - dice Peccianti - un mese fa abbiamo deciso di andare in liquidazione perché con soli tre servizi non riuscivamo a stare in piedi». La Colline Metallifere aveva infatti la gestione degli uffici turistici di Massa Marittima, Montieri e Monterotondo Marittimo. «Non potevamo tirare avanti, era stato chiaro fin dal momento in cui non abbiamo vinto il bando - continua Peccianti - Allora, visto che è previsto all'interno del codice degli appalti, abbiamo chiesto alla cooperativa Itinera di Livorno, con la quale collaboriamo da anni, di subentrare al nostro posto e così è stato». La Colline Metallifere e Itinera erano infatti in Ati, ovvero in associazione temporanea di impresa e il passaggio è stato possibile. Le donne che compongono la cooperativa, dodici socie e tre dipendenti, hanno quasi tutte perso il posto di lavoro: solo cinque di loro, tre dipendenti e due socie, sono state assorbite da Itinera e sono quelle che fino ad oggi si sono occupate degli uffici turistici del territorio. Nessuna di loro è invece andata a lavorare per Zoe, la cooperativa di Viterbo che si è aggiudicata l'appalto dei musei massetani. Intanto la questione del bando è in mano al Tar della Toscana. «La nostra cooperativa ha impugnato la gara - spiega Peccianti - sostenendo che l'offerta economica presentata da Zoe risultava al di sotto di quel che viene stabilito dalla legge nei contratti nazionali di lavoro». Il Tar non ha però emesso una sentenza, fissando l'udienza di discussione del merito al 12 febbraio 2020. «Questo - conclude la dirigente - perché il Tar vuole proseguire gli accertamenti e, anzi, ha disposto una consulenza tecnica d'ufficio, nominando un Ctu per valutare meglio quanto indicato nelle nostre motivazioni». -G. S.