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10/06/2020

Gestione dei rifiuti, ex sindaci escludono ingerenze dei clan

Gazzetta del Sud

Testimonianza al processo Stigea Crotone
Il servizio negli anni oggetto di indagini svolto in più comuni dalla Derico Chiamatia deporre dalla difesa dell'imp rendi to re Antonio Giorgio B evila cqua
Antonio Morello C ROTONE «Non abbiamo subito nessuna pressione per affidare il servizio di raccolta dei rifiuti urbani alla società"Deri co" ». Lo hanno detto chiaramente ieri mattinai sei ex sindaci del Crotonesee un tecnico del Comune di Cirò, chiamatia testimoniare nel processo Stige- sulle attività illecite della cosca Farao-Marincola di Cirò con 79 persone coinvolte- dalla difesa dell' imprenditore Antonio Giorgio Bevilacqua, amministratore dell' aziendae imputato nel procedimento che si sta svolgendo col rito ordinario davanti al Tribunale di Crotone conl' accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo la Dda di Catanzaro, la"Deri co", raggiunta nel 2014 da un' interdittiva antimafia, si sarebbe aggiudicata nel corso degli anni gli appalti per lo smaltimento dei rifiuti urbani nei comuni di Cirò Marina, Cutroe in altri centri della provincia, grazie alle ingerenze criminali dei Faro-Marincola. Una tesi accusatoria che troverebbe spiegazione anche nel Operazione Stige Il processo in corso davanti al Tribunale di Crotone fatto che nell' azienda lavorava Vittorio Farao (figlio di Silvio Faraoe condannatoa8 anni nell' abbreviato di Stige). Ma ieri gli ex primi cittadini hanno negato che gli affidamenti del servizio di raccolta dei rifiuti avessero avvantaggiato illecitamente la"Deri co" in seguitoa minacceo pressioni ri cev ute. «A causa dei problemi che stava avendol' Akros (azienda fallita nel 2016) nel 2010 ho affidato con ordinanza il servizio di raccolta dei rifiuti alla"Deri co" », ha detto Salvatore Migale, più volte sindaco di Cutro, rispondendo alle domande dei difensori di Bevilacqua, Antonio Ananiae Vincenzo Cicino. «Nel 2012- ha continuato l' ex primo cittadino- abbiamo assegnato il servizio dopo una gara». Ma non solo. Migale, davanti al collegio giudicante presieduto da Massimo Forciniti (a latere Elvezia Cordascoe Andrea Rizzuti), ha ricordato pure le richieste che la sua amministrazione avrebbe ricevuto da persone vicine alla cosca Grande Aracri affinché venisse assunto nella società un soggetto di fiducia del clan. Un episodio che indusse lo stesso Migalea rivolgersi ai carabinieri, sulla scia pure degli incedi dell' isola ecologicae dei cassonetti. Ma nonostante ciò,l' appalto sel'aggiudi cò la"Deri co" perché la gara non sarebbe stata viziata. Nel 2014, seguìl' interdittiva antimafia alla ditta,e il servizio venne dato all' Akros per poi ritornare alla "Deri co". Chei bandi si fossero svolti con regolarità, lo hanno poi ripetuto anche Gino Murgi, ex sindaco di Melissa («Mai subito pressioni per assegnare il servizio alla" Derico»), Pasquale Abbenante (ex primo cittadino di Umbriatico), Italo Russo (Verzino)e Umberto Lorecchio (Pallagorio). Stesso concettol' ha espresso Luigi Critelli, responsabile dell' ufficio tecnico del Comune di Cirò. Da parte sua il pubblico ministero Domenico Guarascio,a sostegno dell' ipotesi investigativa, ha più volte incalzatoi teste ribadendo perché alle gare indette dagli enti locali per la raccolta dei rifiuti urbani, puntualmente si presentava solamente la"Deri co". © RIPRODUZIONE RISERVATA