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13/04/2021

Gentiloni: patto di stabilità sospeso anche nel 2022, ancora aiuti ma selettivi

Il Sole 24 Ore - Giorgio Santilli

IL COMMISSARIO UE
«Alle imprese il coraggio non manca, alimentiamo la voglia di vincere»
ROMA

«È presto per tornare a normali politiche di bilancio: in Europa le politiche economiche devono rimanere di sostegno certamente nel 2021 e nel 2022. È molto probabile che la sospensione del patto di stabilità prosegua anche nel 2022». Il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Paolo Gentiloni, interviene al convegno di Confindustria e conferma la decisione imminente della commissione Ue (sarà formalizzata a maggio) di sterilizzare le regole del patto di stabilità per un altro anno, in attesa di una riforma complessiva. Gentiloni rileva una forte convergenza fra gli scenari economici delineati dal Centro studi Confindustria (si vedano gli altri articoli in queste pagine) e le previsioni di primavera che la commissione Ue rilascerà a maggio inserendo per la prima volta l'impatto del Recovery Plan. E conferma il sostegno ad ampio spettro che l'Unione deve continuare a dare all'economia per rimbalzare e ripartire, possibilmente con una velocità maggiore rispetto al pre-Covid, «anche per rendere sostenibile il debito».

La misure di sostegno all'economia dovranno però diventare «via via più selettive», dando aiuto, cioè, ai settori economici più colpiti dalla pandemia come - cita il commissario - turismo, ospitalità, trasporti. «Nei prossimi anni sarà il tempo di curare le ferite sociali ma anche il tempo del coraggio, che non è mai mancato alle imprese italiane». Fra le ferite sociali, la perdita di lavoro «fra i giovani, le donne e al Sud», dice Gentiloni.

«Anche dai lavori del Fondo monetario - dice Gentiloni - si è ripetuto il messaggio che in questa fase è meglio rischiare di togliere le misure di sostegno troppo tardi piuttosto che rischiare di toglierle troppo presto. Bisogna lavorare per una gradualità di uscita da queste misure ed evitare momenti di picco di tipo sociale ma anche finanziario». Una risposta indiretta alle preoccupazioni espresse dal seminario confindustriale che difficoltà gravi possano arrivare sul piano finanziario da scadenze troppo ravvicinate e troppo concentrate di restituzione del debito contratto dalle imprese in questi mesi. E sul piano occupazionale da un ritardo nella riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive.

Gentiloni invia un messaggio di fiducia, anzitutto rivendicando ancora il lavoro fatto e gli strumenti messi in campo dalla Ue in questo ultimo anno e poi rivolgendosi direttamente alle imprese: «Vi spetta non solo il compito di contribuire con le istituzioni alla protezione del patrimonio delle nostre imprese, che certamente oggi è la sfida principale, ma al tempo stesso di alimentare quella voglia di vincere la partita del futuro per l'Italia e per l'Europa che, credo, sarà indispensabile nei mesi che avremo di fronte quando ci saremo lasciati alle spalle la fase più acute della pandemia». La previsione della crescita «senza precedenti» del 4% - ha continuato Gentiloni - «di certo è un rimbalzo dopo una perdita di oltre l'8%, ma è anche una grande occasione se si danno priorità, qualità, riforme, strumenti».

A questo dovrà servire soprattutto il Recovery Plan, riferimento inevitabile nel discorso di Gentiloni. «Il governo italiano si sta impegnando molto per accelerare la presentazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza», ha detto il commissario Ue non nascondendo qualche preoccupazione per il completamento del processo di ratifica del trattato in alcuni Paesi Ue, necessario per far partire operativamente i Piani nazionali e gli anticipi finanziari collegati.

Per quanto riguarda il Pnrr italiano, Gentiloni si è limitato a ribadire le due criticità che devono essere superate con la versione definitiva attesa per fine mese: da una parte la necessità di concentrare gli investimenti sulle tre priorità indicate dalla Ue (ambientale, digitale e di resilienza sociale) «per dare valore aggiunto», dall'altra fare quelle riforme «che a Bruxelles vengono intese come eliminazione dei colli di bottiglia che hanno rallentato la crescita nella Ue e soprattutto in alcuni paesi, tra cui c'è certamente l'Italia». Gentiloni ribadisce le riforme considerate prioritarie: politiche attive del lavoro, giustizia civile, codice degli appalti e azione della pubblica amministrazione.

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IL RECOVERY PLAN

Priorità e criticità

Sul Recovery plan italiano, Gentiloni ha ribadito le due criticità che devono essere superate con la versione definitiva attesa per fine mese

Da una parte la necessità di concentrare gli investimenti sulle tre priorità indicate dalla Ue (ambientale, digitale e di resilienza sociale)

Dall'altra le riforme «che a Bruxelles vengono intese come eliminazione dei colli di bottiglia che hanno rallentato la crescita in alcuni paesi, tra cui l'Italia».

Le riforme considerate

prioritarie sono: politiche attive del lavoro, giustizia civile, codice degli appalti e azione della pubblica amministrazione


Foto:

afp


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Recovery Plan. --> Le priorità saranno ambientale, digitale e resilienza sociale