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11/11/2020

«Gazzetta, ritirare il bando per il fitto»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

LA NOSTRA VICENDA IL GIORNALE A RISCHIO DOPO I DUBBI DEI GIORNALISTI Il 20 cessa l'esercizio provvisorio, troppo stretti i tempi per cercare un nuovo gestore Si rischia di fermare le pubblicazioni IL VINCOLO STORICO SULLA TESTATA La legge impone di non disperdere il patrimonio: «Le due curatele fallimentari devono procedere congiuntamente»
La Soprintendente Rossi ai curatori fallimentari: senza il nostro ok non potete procedere
l BARI. Qualunque operazione sul patrimonio della fallita «Gazzetta», anche in sede concorsuale, deve essere effettuata congiuntamente tra la curatela della Edisud (la società editrice) e quella della Mediterranea (che detiene la proprietà della testata). In caso contrario c'è il rischio di disperderne la storia che, nello scorso settembre, è stata sottoposta a vincolo da parte del ministero dei Beni culturali in ragione del suo particolare valore per i territori pugliesi e lucani. È per questo che ieri la Soprintendenza archivistica della Puglia ha scritto ai curatori della Edisud per chiedere di revocare o modificare il bando per il fitto di ramo d'azienda pubblicato negli scorsi giorni. Lo stesso bando che, secondo la redazione del quotidiano, rischia di andare deserto e di condannare la «Gazzetta» alla cessazione delle pubblicazioni. La lettera della soprintendente, la professoressa Annalisa Rossi , arriva giusto a pochi giorni dalla decisione con cui il Tribunale di Bari ha fissato per il 20 novembre il termine dell'esercizio provvisorio della Edisud, ovvero il provvedimento che dalla data di fallimento (15 giugno) a oggi ha consentito al giornale di rimanere in edicola. L'esercizio provvisorio (che pesa interamente sulle tasche dei creditori) doveva servire per traghettare il giornale verso una nuova proprietà, ma rischia invece di essere completamente vanificato. Il bando di fitto di ramo d'azienda firmato dai curatori, il professor Michele Castellano e il dottor Gabriele Zito , si chiuderà il giorno 19, cioè il giorno prima della fine dell'esercizio provvisorio: significa aver concesso al mercato nemmeno due settimane per trovare un soggetto imprenditoriale disponibile a farsi carico, per soli sei mesi e senza alcuna garanzia di continuità, della gestione del giornale. Una procedura che rischia di non avere offerte (solo la vibrante protesta dei giornalisti ha fatto sì che i curatori correggessero macroscopici refusi e pubblicassero i documenti necessari a partecipare, assenti fino a domenica), con la conseguenza che, verosimilmente, dal 21 la «Gazzetta» non sarà più in edicola. Chissà se l'intervento della Soprintendenza, che ha scritto in copia anche alla Procura di Bari (furono i pm a presentare istanza di fallimento nei confronti di Edisud e Mediterranea, chiedendo però l'esercizio provvisorio così da non mettere a rischio la sopravvivenza della principale testata informativa di Puglia e Basilicata), sarà sufficiente a cambiare le cose. Vedremo. La curatela Mediterranea sta valutando se impugnare il decreto di vincolo davanti al Tar. E poi il fitto non è una operazione irreversibile. Tuttavia la legge impone di garantire la conservazione degli archivi sottoposti a vincolo, e il decreto prescrive di concordare con la Soprintendenza gli «ulteriori piani industriali» sul marchio «La Gazzetta del Mezzogiorno», da definire «coerentemente con la qualifica di "bene culturale"». Non solo - argomenta la professoressa Rossi - la curatela Edisud non avrebbe chiesto l'autorizzazione prescritta, dunque con «vizio di legittimità del bando», ma la scelta di procedere al fitto del ramo di azienda rischia di provocare «grave nocumento per le ragioni creditorie» per via di «un realistico mancato apprezzamento, soprattutto in termini economici, del bene culturale». C'è poi un altro aspetto, non secondario, che rafforza i dubbi sulle decisioni della curatela Edisud espressi dalla redazione della «Gazzetta» nel comunicato reso pubblico venerdì scorso. La soprintendente documenta un incontro avvenuto il 20 ottobre con i curatori di entrambe le società «finalizzato alla valutazione del testo di un avviso che si supponeva unitario» tra Edisud e Mediterranea, anche a valle di un incontro tra i quattro curatori e i giudici delegati alle due procedure per stabilire una linea di intervento comune. Fatto sta che quell'avviso pubblico congiunto è poi tramontato e che i curatori Edisud hanno deciso di procedere da soli. Assumendosi il rischio di essere ricordati come quelli che hanno fatto chiudere un quotidiano con 133 anni di storia. [m.s.]

Foto: BARI La Soprintendente Annalisa Rossi e la sede de «La Gazzetta del Mezzogiorno»