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14/11/2020

Gazzetta, la soprintendenza: “Nessun bando senza di noi”

La Repubblica - Chiara Spagnolo

È ancora braccio di ferro sull'uso dell'archivio. I curatori avevano chiarito
Si è trasformato in un braccio di ferro il rapporto tra la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia e i curatori fallimentari della Edisud, società editrice della Gazzetta del Mezzogiorno. L'oggetto del contendere è il bando con cui il 19 novembre potrebbe essere dato in fitto il ramo d'azienda che consente la pubblicazione del quotidiano, che la Soprintendenza ritiene illegittimo e chiede per la seconda volta di ritirare. I curatori - Michele Castellano e Gabriele Zito - invece, tirano dritti per la loro strada, forti anche dell'autorizzazione a confermare il bando così come era stato formulato, data dalla giudice Raffaella Simone il 10 novembre.
L'oggetto del contendere è l'Archivio di un giornale con 133 anni di storia, comprensivo della parte storica e di quella digitale nonché del marchio Gazzetta del Mezzogiorno. Nel bando firmato da Zito e Castellano sono indicate tra gli asset da comprendere nell'eventuale fitto, alcune parti di quell'archivio ma l'articolazione territoriale del Ministero dei Beni culturali è convinta che in tal modo si smembrerebbe un importante patrimonio storico-culturale. La Soprintendenza ritiene inoltre che il bando - proprio perché riguarda anche beni da tutelare - avrebbe dovuto avere la sua preventiva autorizzazione. E, alle contestazioni dei curatori, secondo i quali «l'autorizzazione sarebbe stata necessaria solo in caso di alienazione e non di trasferimento dell'Archivio», ha replicato con puntualità.
«L'autorizzazione della Soprintendenza deve essere resa per qualsiasi intervento che si intenda fare sul bene vincolato (nel caso di specie l'Archivio) - è scritto nella nota che ieri è stata inviata anche al ministero, alla Procura e ai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale - e non già solo per alienazione o trasferimento». L'invito ai curatori, pertanto, è a voler ripresentare il bando. Sollecitazione che arriva quando ormai manca meno di una settimana alla scadenza, fissata per il 18 novembre, e mentre alcuni imprenditori stanno facendo i conti con quelle che l'assemblea dei giornalisti della Gazzetta ha definito condizioni poco felici. Il timore dei lavoratori (147 tra giornalisti, poligrafici e amministrativi) è che un documento come quello che è stato formulato possa scoraggiare le società che, fino a poche settimane fa, sembravano interessate a prendere in fitto il ramo d'azienda della Edisud. Il rischio è che il bando possa andare deserto e che il quotidiano il 20 novembre debba cessare le pubblicazioni e i dipendenti essere licenziati. Proprio quel giorno finirà infatti l'esercizio provvisorio della Edisud, deciso dal Tribunale dopo il fallimento decretato a giugno su richiesta della Procura, che ha in corso un'inchiesta per bancarotta, in relazione alla presunta distrazione di milioni di euro avvenuta negli anni. Sotto inchiesta anche la società consorella della Edisud, la Mediterranea, dalla quale sono fuoriusciti altri milioni, che non capisce bene che fine abbiano fatto.
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