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19/10/2018

Gas, enti e gestori a braccetto

ItaliaOggi - Pagina a cura DI MATTEO BARBERO

Quaderno operativo dell'Anci con le istruzioni in vista dei futuri affidamenti
Devono fornire ai comuni tutti i dati sugli impianti
Comuni in prima linea per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas naturale. Ma occorre la collaborazione dei gestori uscenti per la valorizzazione degli impianti e per la mappatura degli interventi sulle reti. In caso di ostruzionismi, i sindaci possono contare sull'alleanza con i prefetti. Sono alcune delle indicazioni contenute nel quaderno operativo predisposto dall'Anci per fare il punto su una materia, allo stesso tempo, cruciale e complessa, anche a causa della stratifi cazione di leggi, decreti e atti amministrativi (deliberazioni, determinazioni, circolari ecc) emanate dall'Authority di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera). Tale complesso apparato normativo e regolatorio ha delineato un sistema di gara che vede nel singolo ente locale il fulcro della procedura, ancorché l'affi damento debba essere disposto a livello di Ambito territoriale (Atem). Finora, però, a centrare l'obiettivo è stato solo l'Atem Milano 1, mentre pochi altri sono in dirittura d'arrivo. Da qui la necessità di fornire alle amministrazioni strumenti pratici utili per esperire in modo coerente e concreto le molteplici attività propedeutiche all'indizione della gara. Il quaderno, quindi, analizza le diverse tappe in cui si articola il percorso, a partire dall'individuazione della stazione appaltante ed alla stesura delle convenzioni per la gestione associata (di cui il quaderno fornisce un utile schema) fi no alla stesura del bando, del disciplinare, del contratto di servizio e del documento guida per gli interventi di estensione e potenziamento. Per arrivare al traguardo, risulta essenziale, come detto, la fattiva collaborazione del gestore uscente del servizio. Infatti, il singolo ente locale (o la stazione appaltante, nel caso di delega di funzioni) sono chiamati dal legislatore a stimare il valore degli impianti per la distribuzione gas, a indicare le proprie esigenze di estensione e potenziamento della reti e a fornire i dati per la predisposizione degli allegati al bando di gara, ma lo possono fare solo utilizzando i dati sullo stato degli impianti forniti dal gestore uscente. La normativa pone, quindi, in capo a quest'ultimo un preciso obbligo di fornire all'ente locale concedente tutti dati (di natura tecnica e fi nanziaria) relativi agli impianti gestiti nel singolo comune (c.d. «obblighi informativi»), da adempiere entro un termine perentorio (60 giorni) e sulla base di un determinato formato. Il quaderno riporta in allegato un facsimile di richiesta che i comuni possono adattare alle proprie esigenze. In caso di inadempimento, è necessario richiedere l'intervento prefettizio: l'ente dovrà, innanzitutto, procedere con il redigere una istanza espressa di intervento al prefetto competente, facendo una precisa ricostruzione delle richieste effettuate, delle tempistiche decorse e dei mancati riscontri. Inoltre (ricorda l'Anci nel quaderno operativo predisposto da Stefania Dota, vice segretario generale e Antonio Di Bari, responsabile Ufficio servizi pubblici locali, società e aziende partecipate), l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcom) ha il potere di sanzionare (con multe da un minimo di euro 5 mila a un massimo di euro 500 mila) gli operatori che si rifi utino di fornire i dati al proprio ente concedente. Altro passaggio delicato riguarda la corretta valorizzazione delle reti di proprietà pubblica ai fi ni della possibile vendita. Buona parte delle infrastrutture della distribuzione del gas naturale, infatti, sono di proprietà degli stessi enti locali concedenti, che hanno tutto l'interesse a che tali porzioni di rete siano correttamente individuate e valorizzate. Al riguardo, Anci suggerisce ai comuni di provvedere in proprio a calcolare il valore di rimborso potendo l'accordo con l'acquirente giungere solo da un confronto sui contenuti della valorizzazione. Molte, comunque, le questioni ancora aperte (dal riconoscimento dell'ammortamento degli impianti per i comuni alle problematiche relative ai comuni non metanizzati) su cui Anci sollecita rapidi chiarimenti.

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