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27/02/2021

Gare, solo l’attività svolta rende idonea un’impresa

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

NON CONTA L'OGGETTO SOCIALE DELLA CDC
Ai fini della verifica della idoneità professionale del concorrente di una gara di appalto pubblico, per quanto attiene all'iscrizione alla camera di commercio rileva l'attività principale effettivamente svolta dall'impresa e non l'oggetto sociale. Lo ha affermato il Tar Liguria sezione prima con la sentenza del 20 febbraio 2021 n. 134 relativamente all'affidamento di una concessione per la gestione di un'area di parcheggio. I giudici liguri hanno ricordato che per costante giurisprudenza, l'iscrizione camerale è assurta, nell'impostazione del codice appalti, a requisito di idoneità professionale (art. 83, commi 1, lett. a, e 3 del codice appalti) anteposto ai più specifici requisiti attestanti la capacità tecnico-professionale ed economico-finanziaria dei partecipanti alla gara. In particolare, l'utilità sostanziale della certificazione camerale consiste nel filtrare l'ingresso in gara dei soli concorrenti forniti di una specifica professionalità coerente con le prestazioni oggetto dell'affidamento pubblico. La sentenza richiama quindi l'orientamento prevalente della giurisprudenza amministrativa per cui la rilevanza dell'attività «principale» effettivamente svolta dall'impresa, che di norma coincide, e va presunta coincidente, con l'attività per la quale l'impresa risulta iscritta al pubblico registro tenuto dalla camera di commercio. I magistrati hanno evidenziato, inoltre che, quando gli atti di gara richiedono la dimostrazione dell'iscrizione per una attività coerente con quella oggetto dell'affi damento, ciò signifi ca che, attraverso la certifi cazione camerale, si deve accertare il concreto ed effettivo svolgimento, da parte della concorrente, di una attività direttamente riferibile al servizio da svolgere, o comunque coerente con esso. Da tale presupposto il Tar ha fatto discendere che è quindi da escludere, come richiesto nel caso sottoposto all'esame del collegio giudicante, la possibilità di prendere in considerazione il contenuto dell'oggetto sociale, il quale, ancorché segni il campo delle attività che un'impresa può astrattamente svolgere, sul piano della capacità di agire dei suoi legali rappresentanti, non equivale, però, ad attestare effi cacemente il concreto esercizio di una determinata attività, in una forma opponibile ai terzi ex art. 2193 codice civile. © Riproduzione riservata