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24/09/2020

Gare per l’emergenza in deroga alle norme tranne quelle penali

Il Sole 24 Ore Dossier - Ilaria Madeo

APPALTI ALL'INTERNO
- pagina 3 Procedure speciali per gli appalti anti-crisi. Il decreto Semplificazioni (Dl 76/2020) attiva un pacchetto specifico di misure dedicate alle gare avviate tra la sua entrata in vigore e il 31 dicembre 2021. due aree di intervento Tra queste misure rientrano: O La facoltà di ricorrere sempre alla procedura negoziata senza bando; in questo caso però è stato previsto che è necessario pubblicare un avviso preventivo di indizione della gara e rispettare il principio di rotazione. O La cosiddetta «maxi deroga», ossia la possibilità di procedere in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni antimafia, dei vincoli inderogabili derivanti dall'ordinamento dell'Ue, compresi quelli derivanti dalle direttive eurounitarie in materia di appalti, delle norme in materia di subappalto, dei princìpi di cui gli articoli 30, 34 e 42 del Dlgs n. 50/2016 e di quanto previsto espressamente dal decreto Semplificazioni. il perimetro della novità La perimetrazione dell'ambito applicativo di tali misure è molto complessa. Dal tenore letterale della norma, la procedura negoziata nonché le deroghe di cui sopra potranno essere applicate nella misura strettamente necessaria quando, per ragioni di estrema urgenza derivanti dagli effetti negativi causati dall'emergenza sanitaria o dalla sospensione delle attività da essa determinata, sia impossibile rispettare i termini delle procedure ordinarie, ancorché abbreviati (comma 3). Queste deroghe riguardano anche alcuni contratti relativi ai settori tassativamente indicati dalla norma, ossia quelli che riguardano: O settori dell'edilizia scolastica, universitaria, sanitaria, giudiziaria e penitenziaria, delle infrastrutture per attività di ricerca scientifica e per la sicurezza pubblica, dei trasporti e delle infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali, lacuali e idriche; O gli interventi inseriti nei contratti di programma Anas-Mit 2016- 2020 e Rfi-Mit 2017 - 2021; O gli interventi funzionali alla realizzazione del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (Pniec), e per i contratti collegati; O gli interventi per la messa a norma o in sicurezza degli edifici pubblici destinati ad attività istituzionali anche operanti nell'edilizia specializzata sui beni vincolati dal punto di vista culturale o paesaggistico, nonché di recuperare e valorizzare il patrimonio esistente. i tempi Anche queste procedure dovranno in ogni caso concludersi, salvo interventi sospensivi dell'autorità giudiziaria, entro sei mesi dalla data di indizione. La violazione dei termini e delle tempistiche costituirà motivo di valutazione e causa di responsabilità erariale del Rup e, se imputabile all'operatore economico, ne determinerà l'esclusione dalla procedura o la risoluzione di diritto del contratto. i pericoli Analizzando più in profondità questa disposizione, bisogna sottolineare che la generica correlazione dell'estrema urgenza agli effetti della pandemia in corso rischia di consentire un ricorso eccessivamente diffuso alla procedura negoziata senza bando, lasciando un ambito di discrezionalità molto significativo in capo alle stazioni appaltanti. Inoltre, la previsione di disapplicazione di ogni disposizione di legge, con esclusione, tra l'altro, dei vincoli inderogabili derivanti dalle direttive europee in materia di contratti pubblici impone all'interprete un'attività non agevole volta ad individuare le norme applicabili al caso concreto, e potrebbe generare comportamenti disomogenei. Questo assetto normativo, dunque, pare destinato a stazioni appaltanti mature. Infine, bisogna evidenziare che, sebbene la maxi-deroga appaia sproporzionata rispetto all'esigenza di far fronte alla crisi postpandemica, l'intervento di deregulation in esame, da un punto di vista pratico risulta in parte depotenziato dall'inserimento - nel novero delle norme rispetto alle quali non è consentito derogare - dei vincoli derivanti dalle direttive eurounitarie. Questo non toglie che l'ente appaltante, esonerato dall'applicazione del complesso articolato presente nel Codice, avrà un notevole margine di discrezionalità nel definire le regole della procedura di gara. Come noto, infatti, le direttive comunitarie sono di gran lunga più snelle e meno dettagliate rispetto alla puntuale normativa nazionale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

le novità in sintesi


La deroga Il decreto introduce la cosiddetta «maxi deroga», ossia la possibilità di procedere in deroga ad ogni disposizione di legge. Le eccezioni Fanno eccezione la legge penale e il rispetto delle disposizioni antimafia, dei vincoli inderogabili derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea, compresi quelli derivanti dalle direttive eurounitarie in materia di appalti, delle norme in materia di subappalto, dei princìpi in materia di aggiudicazione, di criteri ambientali minimi e di conflitti d'interesse e di quanto previsto espressamente dal decreto Semplificazioni.