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16/10/2018

GARE PER 8 CANILI PER LA PRIMA VOLTA INCENTIVI SUI BANDI

La Repubblica

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Le notizie sono due. Il Comune cerca con una certa urgenza otto tra canili e gattili privati per sistemare gli animali che il circuito gestito dal Campidoglio non riesce a ospitare. E per portare a casa l'operazione il prima possibile, senza troppi tentennamenti da parte di funzionari e dirigenti, ha deciso di far scattare per la prima volta l'incentivo "sblocca bandi". pagina V Le notizie sono due. Il Comune cerca con una certa urgenza otto tra canili e gattili privati per sistemare gli animali che il circuito gestito dal Campidoglio non riesce a ospitare. E per portare a casa l'operazione il prima possibile, senza troppi tentennamenti da parte di funzionari e dirigenti, ha deciso di far scattare per la prima volta l'incentivo "sblocca bandi": per una gara che affiderà per i prossimi tre anni il servizio contro il randagismo in cambio di 7,5 milioni di euro, 123 mila euro andranno ai dipendenti capitolini chiamati a seguire l'iter.
Il bonus è inserito nero su bianco nella determinazione che dà il via all'appalto: «Gli importi previsti (per l'esattezza 122.966,94 euro, ndr) relativi all'incentivo per funzioni tecniche saranno ripartiti tra il responsabile unico del procedimento e i soggetti che svolgono le funzioni tecniche indicati al comma 2 dell'articolo 113 del decreto legislativo 50 del 2016, nonché tra i collaboratori, con le modalità e i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata integrativa del personale».
Traduzione: il passaggio in questione è inserito nel codice degli appalti formulato da Raffaele Cantone, presidente dell'Anac, e prevede un fondo ad hoc (non superiore al 2 per cento dell'importo dei lavori) per «consentire l'esecuzione del contratto nel rispetto dei documenti a base di gara, del progetto, dei tempi e dei costi prestabiliti».
Superato il battesimo del bando dei canili, a breve l'incentivo verrà istituzionalizzato dalla giunta Raggi. I documenti della gara preannunciano infatti il varo di «un apposito regolamento che sarà adottato dall'amministrazione». Un atto che arriva dopo i mal di pancia grillini sui bandi al rallentatore e l'inchiesta interna - di cui non sono mai stati resi noti i risultati - ordinata da un'infuriata Virginia Raggi. Commissioni aggiudicatrici allergiche alle riunioni, manager malati e spaventati da ricorsi al Tar e dalla possibilità di incappare in un'indagine per danno erariale al primo errore: la sindaca lo scorso aprile aveva perso le staffe sui ritardi nell'assegnazione degli appalti anti-buche. A quel punto, fuori di sè, in un'infuocata riunione di giunta aveva sbottato: «Chi ha sbagliato deve pagare». Paradosso: ora è il Campidoglio a pagare i funzionari per scrollarsi di dosso paure e tempi morti.
Nello specifico, l'incentivo verrà versato a chi si farà carico di cani e gatti randagi per conto del Comune. «Attualmente - spiegano dal dipartimento Ambiente - risultano ospitati 450 cani e 690 gatti». Il nuovo bando, con i suoi 7,5 milioni di euro, si propone di mantenere inalterato il numero di ricoveri per i prossimi tre anni.
Nel 2017 - il servizio è infunzione dal 2014 - l'amministrazione M5S aveva affidato il servizio in convenzione. Ora è scattato il bando che prevede la presenza di un direttore sanitario in ogni struttura, vaccinazioni, campagne per l'adozione e la cura h24 di cani e felini. Per i mici, per esempio, sono richiesti «la pettinatura e lo spazzolamento settimanale» e «l'attività ludica e motoria» in aree attrezzate. Come dotati di più comfort possibili dovranno essere i box, con particolare cura al momento della pappa: vanno evitate «zuffe e scontri» tra gatti per il cibo.
Al «benessere animale», concetto che presto verrà di nuovo valorizzato dalla giunta e dai consiglieri 5S con la modifica del regolamento studiato nel 2005, in era Veltroni, dall'allora delegata del sindaco per le Politiche dei diritti degli animali Monica Cirinnà. Nel nuovo bando un passaggio è dedicato alla «prosocialità» degli ospiti a quattro zampe delle strutture che lavoreranno con il Campidoglio ed è prevista una lunga serie di penali per i privati che non rispetteranno il contratto siglato con palazzo Senatorio.
A vigilare sul servizio, con o senza incentivo, saranno gli ispettori del dipartimento Ambiente.

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