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18/11/2019

Gare, legittimo il metodo on/off

ItaliaOggi Sette - DARIO FERRARA

Il Tar Trento sul criterio dell'offerta più vantaggiosa: senza documenti conta il prezzo
Per alcuni servizi non servono valutazioni soggettive
Anche la gara d'appalto bandita col criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa può essere aggiudicata con il metodo «on/off», con cui le imprese partecipanti compilano un modulo di offerta tecnica indicando se possiedono o no i requisiti per svolgere i lavori o erogare i servizi, per esempio la certifi cazione Iso. Il punto è che le dichiarazioni vanno riscontrate, altrimenti tutti i candidati affermano di aver le carte in regola e ottengono il massimo del punteggio tecnico: la gara viene così aggiudicata in pratica a chi offre il prezzo più basso, quindi in base a un criterio diverso da quanto enunciato dalla stazione appaltante. È quanto emerge dalla sentenza 140/19, pubblicata il 29 ottobre dalla sezione unica del Tar Trento. Il caso. Accolta la domanda proposta in via subordinata dalla società di tecnologie ambientali: sono annullati tutti gli atti della procedura selettiva. Coglie nel segno la censura dell'azienda secondo cui le regole della procedura sono viziate da eccesso di potere per illogicità e irragionevolezza. Anche l'Anac, l'autorità nazionale anticorruzione, conviene che il metodo «on/ off» si può utilizzare anche nelle procedure bandite con l'offerta economicamente più vantaggiosa: ci sono infatti servizi che non richiedono valutazioni soggettive, basta mettere zero in pagella alle imprese sprovviste del requisito indicato e punteggi crescenti alle altre, in proporzione alla maggiore intensità. Nel caso specifi co il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa prevede l'attribuzione un punteggio di 70/100 per l'aspetto tecnico e di 30/100 per quello economico, come risulta dal disciplinare di gara. La valutazione dell'aspetto tecnico è articolata in cinque criteri, strutturati in base al criterio «on/off» e specifi cati in una tabella ad hoc. Il presidente del seggio di gara attribuisce senza alcuna valutazione discrezionale il punteggio predeterminato sulla sola base di quanto dichiarato nei questionari dai concorrenti, i quali neppure sono tenuti a esibire campioni relativi ai prodotti offerti. Ma soprattutto alle imprese partecipanti non si impone di presentare documentazione tecnica a corredo dell'offerta né viene nominata una commissione per verificare se le aziende candidate sono davvero in possesso dei requisiti. Insomma: la valutazione dell'elemento qualitativo risulta del tutto vanifi cata e la gara si trasforma al massimo ribasso. La colpa, tuttavia, del presidente del seggio di gara, che attribuisce i punteggi previsti dalla tabella attenendosi a quanto dichiarato dalle società senza svolgere alcun accertamento ulteriore. E ciò perché le regole della procedura non solo non prevedono ma neppure consentono alcuna forma di valutazione sul contenuto tecnico delle offerte. Risultato? Senza la nomina di una commissione giudicatrice che verifi chi le dichiarazioni dei concorrenti il criterio di aggiudicazione dell'offerta tecnica più vantaggiosa enunciato dal bando risulta del tutto snaturato: i punteggi tecnici vengono sterilizzati in pieno mentre l'incidenza dell'elemento prezzo diventa decisiva per l'attribuzione dell'appalto. E l'effetto è rinviare alla fase della stipula o dell'esecuzione del contratto la verifi ca dei requisiti indicati dall'impresa aggiudicataria: si fi nisce così per unificare due momenti che la legislazione in materia di contratti pubblici vuole e tiene autonomi e distinti, vale a dire quello relativo alla gara vera e propria e quello del controllo del prodotto offerto dalla società risultata vincitrice. I precedenti. Attenzione, però: non sempre nominare un pool di esperti mette al riparto dal fallimento, come insegna la sentenza 912/17, pubblicata dalla seconda sezione del Tar Brescia, che ha accolto il ricorso dell'impresa contro l'aggiudicazione del servizio bar della scuola: nel prospetto dove sono attribuiti i punteggi alle offerte resta immacolata la colonna sulla valutazione della qualità dei prodotti. E dire che l'amministrazione ha nominato una commissione tecnica consultiva proprio per verifi care competenze e professionalità delle società partecipanti. Non c'è dubbio che la gara dovesse essere decisa valutando l'offerta più vantaggiosa non soltanto dal punto di vista economico. Invece il criterio risulta snaturato dal fatto che la commissione apre le due buste insieme mentre l'offerta sul canone di concessione annuale, dunque quella economica, doveva essere conosciuta soltanto in seguito all'apertura dell'altro plico con la domanda di gara e il resto dei documenti. © Riproduzione riservata