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20/07/2021

Gare gas, al palo 30 miliardi d’investimenti

Il Sole 24 Ore - Celestina Dominelli

Concessioni
La ricetta dell'Authority: più incentivi agli enti locali e procedure semplificate
ROMA

L'unico cenno che il Recovery Plan riserva al nodo, tuttora irrisolto, della gestione delle concessioni di distribuzione del gas, è contenuto tra le pieghe del Pnrr dove si sottolinea la necessità di «modificare la disciplina normativa al fine di favorire il rapido ed efficace svolgimento delle gare da parte degli ambiti territoriali minimi» e si rinvia la soluzione alla nuova legge annuale per la concorrenza.

Non è un caso quindi che, nella segnalazione inviata a marzo scorso dall'Antitrust al premier Mario Draghi e propedeutica al prossimo passaggio legislativo, il capitolo delle gare gas sia particolarmente dettagliato con un pacchetto di cinque interventi giudicato imprescindibile dall'Autorità presieduta da Roberto Rustichelli ai fini dello sblocco del meccanismo. I motivi sono noti: nonostante il quadro di regole per l'espletamento delle gare sia definito da tempo, la tabella di marcia delle stesse è in grave ritardo. E porta con sé pesanti ripercussioni con quasi 30 miliardi di investimenti fermi al palo secondo uno studio commissionato da Italgas, la società leader nel mercato italiano della distribuzione gas e tra i principali operatori europei, a una primaria società di consulenza strategica.

A oggi, a distanza di 21 anni dalla riforma che ha individuato la gara pubblica come unica forma di assegnazione del servizio di distribuzione del gas (il cosiddetto decreto Letta 164/2000), su 177 Atem - l'ambito territoriale minimo che definisce il perimetro sovracomunale per l'assegnazione del servizio - sono arrivate a traguardo solo 6 gare (ma 2 sono state impugnate davanti al Tar), altre 13 sono state revocate, annullate o sospese, mentre 16 sono ancora in corso e per lo più nelle fasi preliminari. In particolare, per 4 di queste è scattata la fase di prequalifica e altre tre si svolgeranno quest'anno (La Spezia, Prato Rimini) con possibile aggiudicazione nel 2022. E, sempre quest'anno, potrebbero andare a dama altre 6 gare (Trieste, Torino 5, Modena 1, Genova 1, Firenze 1 e 2). Sono numeri che però non cambiano il quadro d'insieme e rendono ancora più necessaria l'accelerazione evocata dall'Authority che è intervenuta più volte per sottolineare i ritardi dei Comuni e invitare il Governo a mettere in campo le necessarie contromisure.

La ricetta targata Antitrust muove quindi innanzitutto dall'esigenza di aumentare gli incentivi degli enti locali sia sul fronte delle stazioni appaltanti sia per gli altri Comuni dell'Atem: in sostanza, secondo l'Autorità, è necessario equiparare per legge la remunerazione che i Comuni possono ottenere dalla cessione degli impianti di loro proprietà a quella garantita ai gestori uscenti superando l'attuale asimmetria con incentivi, si legge nella segnalazione, «affievoliti» nel caso in cui gli enti locali siano proprietari della rete esistente o di una sua parte.

L'Antitrust suggerisce poi di istituire un albo nazionale di commissari di gara da cui attingere al fine di garantire «la terzietà delle valutazioni compiute per conto delle stazioni appaltanti» per evitare situazioni di conflitto di interesse che si possono verificare quando le stazioni appaltanti sono anche azioniste, spesso di controllo, delle società di distribuzione che partecipano alle gare. Le cui procedure andrebbero ulteriormente semplificate, scrive ancora l'Authority che indica come necessari altri due fronti. In primo luogo, è indispensabile minimizzare le asimmetrie informative tra gestori uscenti e potenziali terzi partecipanti (come nel caso della cartografia dell'impianto che il gestore uscente deve rendere realmente fruibile per i potenziali concorrenti e che risulta invece invece spesso del tutto inaccessibile). Inoltre, chiarisce la segnalazione, occorre modificare la normativa primaria in modo da ampliare i poteri delle stazioni appaltanti con l'introduzione di meccanismi di penalizzazione per i distributori che non forniscono i dati richiesti.

Fin qui i correttivi proposti dall'Autorità che spetterà poi al governo recepire. Ma la sfida più difficile resta una: superare le resistenze diffuse a più livelli per mettere in campo le necessarie riforme.

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Serve un albo nazionale di commissari di gara che assicuri valutazioni terze compiute per conto delle stazioni appaltanti

I NUMERI

177

Gli atem

Sono gli ambiti territoriali minimi per l'affidamento in concessione del servizio di distribuzione del gas naturale. L'atem definisce il perimetro sovracomunale per l'assegnazione.

6

Le gare aggiudicate

Sono le gare già arrivate al traguardo (ma 2 sono state impugnate davanti al Tar). Altre 13 sono state revocate, annullate o sospese, mentre 16 sono in corso.