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28/11/2020

Gare e contratti non decollano

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Circolare del Mit sul dl Semplifi cazioni indirizzata agli enti locali, provveditorati, Anas e Rfi
Le stazioni appaltanti pigre nell'applicare le deroghe
Le stazioni appaltanti devono applicare al massimo le semplificazioni della legge 120 (di conversione del decretolegge 76/2020), anche perché il rilancio degli investimenti può dare un contributo fondamentale «forse il principale», alla ripresa del Paese; non c'è crescita e sviluppo senza infrastrutture e più elevato è il gap infrastrutturale e più alto è il potenziale di crescita generabile dalle opere pubbliche. Sono questi i passaggi politici che caratterizzano la circolare firmata a fine settimana scorsa dalla ministra Paola De Micheli e indirizzata a regioni, province, comuni, provveditorati, Anas e Rfi. L'obiettivo della circolare sembra più quello di spronare le stazioni appaltanti e di sottolineare il potenziale forte impatto derivante dall'applicazione delle disposizioni approvate due mesi dal Parlamento. Questo perché, al di là del settore della progettazione e dei servizi tecnici, che ha ripreso la sua corsa dopo due mesi di relativo stallo, per il resto le novità sembrano al momento non avere fatto decollare gare e sottoscrizione di contratti. E questo fa sorgere il dubbio che le amministrazioni non tengano molto alla maggiore discrezionalità che la legge ha dato loro. In Sicilia sono stati, invece, i costruttori locali, con un comunicato indirizzato alla regione, a denunciare la troppa discrezionalità prevista dalla legge unita all'assenza di controlli che potrebbe determinare il rischio di intese con il risultato che le imprese sane fi niranno per disertare le gare. È signifi cativa, in particolare, l'ultima frase con la quale la ministra De Micheli ha chiuso la circolare: «in conclusione il combinato disposto tra risorse disponibili e strumento normativo per spenderle rapidamente, può produrre un balzo in avanti per la nostra economia; perché ciò avvenga è necessario però che le stazioni appaltanti applichino la legge in tutte le sue potenzialità». Le nove pagine di cui si compone la circolare, che ha appunto lo scopo di promuovere un'ampia applicazione del decreto semplificazioni al fi ne di avviare i cantieri, sono quindi un riepilogo dei contenuti dei primo 9 articoli della legge 120, al punto di apparire quasi una relazione illustrativa delle norme. Nel frattempo, però, in questi due mesi di applicazione, sia il servizio giuridico del Mit, con i suoi pareri, sia l'Anac, hanno affrontato alcuni punti di controversa interpretazione che, di fatto sembrano soltanto sfiorati dalla circolare. Uno per tutti il tema della vincolatività delle disposizioni derogatorie (rispetto alle norme ordinarie del codice): ormai appare evidente che il dettato normativo, ancorchè formalmente imperativo (le stazioni appaltanti «applicano...») che le stazioni appaltanti che volessero, ad esempio, affi dare un incarico al di sotto dei 75mila euro (affi dabile in via diretta senza gara) con una procedura concorrenziale, non potrebbero essere sanzionate perché l'apertura alla concorrenza rimane un principio generale sotteso al buon andamento dell'azione amministrativa. È stato però proprio lo stesso ministero, nelle scorse settimane, a precisare che questa eventuale scelta non deve portare a rallentamenti della capacità di spesa. In ogni caso la circolare del ministero delle infrastrutture, che difficilmente potrà dispiegare effetti nei confronti di regioni, province e comuni, risulta, come accennato, sostanzialmente ricognitiva delle novità del provvedimento di legge, richiamate «nell'ottica di ridurre i tempi di svolgimento delle procedure di gara e di affi damento dei lavori»; non si parla solo di lavori, ma anche di edilizia, porti e ambiente, sempre in ottica ricognitiva. © Riproduzione riservata