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02/06/2020

Gare d’appalto truccate a Reggio Indagato pure il leghista Furgiuele

La Notizia Giornale

Arrestate 63 persone tra costruttori e pubblici ufficiali I pm: gestivano un cartello per spartirsi gli appalti mani in pasta Il gruppo ritenuto vicino alla famiglia dei Piromalli si è accaparrato illecitamente 22 gare pubbliche
di davide ManLio ruFFoLo Sembra proprio che a Gioia Tau ro nulla si muovesse senza il benestare del clan Piromalli. Questo almeno è quanto emerge dall'inchiesta della Procura di Reggio Calabria, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri , che ieri ha portato all'arresto di 63 persone tra cui 11 funzionari pubblici e 52 imprenditori accusati di aver messo in piedi un cartello criminale per gestire, indirizzare e spartire le gare d'appalto pubbliche. Un fasci colo in cui sono presenti anche altri indagati tra cui spicca il nome del deputato della Lega domenico Furgiuele . Al parlamentare di Lamezia Terme, genero dell'imprenditore Salvatore Mazzei , quest'ultimo già condannato per reati di mafia, i pub blici ministeri contestano il concorso in turbativa d'asta per il suo ruolo di rappresentante legale della società "Terina". Azienda che, carte alla mano, aveva partecipato a una gara d'appalto per la quale la Dda ha trovato tracce di accordi in un computer sequestrato a un altro indagato. MOSSE SPERICOLATE Stando all'inchiesta, il leghista nel 2015 "con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso" e "con mezzi fraudolenti e collusioni, tur bava la gara d'appalto" indetta dal Comune di Polistena "per la realizza zione di un eliporto a supporto dell'ospedale". Per la precisione, secondo i pm, il deputato avrebbe messo "a disposizione" la sua società "per la presentazione di un'offerta concordata con le altre imprese partecipanti al cartello, al fine di condizionare il risultato della gara in loro favore". Un'operazione che sarebbe stata ri petuta anche nella gara d'appalto indetta dalla Suap di Reggio Calabria e relativa ai "lavori di ripristino viabi lità in località Bandina di San Gior gio Morgeto". Prove di ciò sarebbero contenute in alcuni file contenenti una griglia, trovati nel computer di uno degli indagati, in cui quest'ulti mo appuntava il suo pronostico delle gare d'appalto. Un elenco di ditte tra cui compariva anche quella indicata come "Mazzei", in riferimento al suocero di Furgiuele, "attualmente detenuto presso la casa circondariale di Velletri in quanto condannato per tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose". SISTEMA RODATO Quel che è certo è che gli arrestati avevano messo in piedi un sistema rodato. Per ogni lavoro messo a gara, nell'area di Gioia Tauro e dintorni, le imprese presentavano offerte già concordate, di fatto scegliendo a monte chi doveva vincere il lotto. Talvolta, ciò a riprova di come il sistema fosse capillare e riconosciuto, capitava che le buste venissero consegnate addirittura in bianco così che a compilarle fosse chi di dovere. Ma c'è di più perché come accertato dai pubblici ministeri di Reggio Ca labria, quando l'appalto finiva ad una delle imprese controlla te direttamente dalla cosca dei Piromalli, o dal loro braccio operativo, il clan Bagalà, erano loro stessi a ese guire i lavori. Nel caso in cui a vincere erano le altre aziende del cartello, loro subentravano con il più classico dei subappalti o con la procedura di nolo. giovanni Bombardieri