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05/02/2020

Gare d’appalto: si faranno a Vicenza, bufera in consiglio

Il Gazzettino

A PALAZZO ROSSO NON C'È IL PERSONALE DA DEDICARE AL SETTORE LA MINORANZA ATTACCA E VOTO CONTRO, MA LA CONVENZIONE PASSA
LA CONVENZIONE
BELLUNO Belluno cede le sue gare e i suoi bandi alla Provincia di Vicenza: i consiglieri di opposizione perdono le staffe. Ha sollevato critiche e malumori ieri pomeriggio, in Consiglio comunale, la convenzione tra Palazzo Rosso e la Provincia di Vicenza che, d'ora in avanti, sarà la stazione unica appaltante per le gare del capoluogo. Una decisione assunta dalla giunta Massaro per necessità, perché sembra mancare il personale da dedicare al settore. Poco importa, i gruppi di minoranza non l'hanno presa bene interpretando il passaggio di consegne come una resa da parte del Comune.
Non è una novità il rapporto con Vicenza. Già qualche anno fa le era stata affidata la gestione delle gare relative ai progetti della Rigenerazione urbana, decisamente troppo complesse e laboriose per essere gestite in casa dai dipendenti comunali. Oggi la nuova convenzione sancisce un rapporto ancora più stretto e la definitiva perdita del servizio da parte del municipio del capoluogo. E così sono volate le accuse e i rimproveri al primo cittadino, ieri in sala consiliare. «Lei, sindaco, ha voluto smantellare l'ufficio gare e appalti le parole del consigliere Franco Roccon -. Si trattava di procedure prima gestite dal Comune abbastanza bene, sopratutto per le gare più piccole. Le motivazioni le conosce solo lei, non possono essere solo di natura economica». Rincara la dose il consigliere Raffaele Addamiano: «Questo è un arretramento sul piano culturale e amministrativo, senza ombra di dubbio questa decisione penalizzerà le imprese bellunesi». A poco importa che il primo cittadino abbia risposto portando le sue ragioni, che stanno racchiuse in quell'articolo 50 del decreto legislativo 37 del 2013 secondo il quale, Belluno, non avrebbe più i requisiti per gestire i procedimenti. Roccon ribatte che i paletti vengono posti solo per le gare oltre un milione di euro. Belluno, invece, demanda a Vicenza tutto, anche i bandi più piccoli pagando 14mila 200 euro per il servizio, pari a 0,40 centesimi ad abitante. La scelta è caduta sulla Provincia di Vicenza perché è stato l'ente che ha presentato l'offerta maggiore e per l'esperienza accumulata negli anni (prima stazione appaltante certificata dall'Anac in Italia). Ma alla minoranza la decisione non va giù e, annunciato il voto contrario, promette di vigilare da qui al futuro sull'operato del nuovo gestore. Ma la convenzione è passata: 19 voti favorevoli della maggioranza, 12 contrari.
A.Tr.