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11/07/2020

Gare d’appalto, ricorsi dopo pubblicazione atti

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

CHIARIMENTO DEL CONSIGLIO DI STATO
Il termine per il ricorso al Tar nelle gare di appalto decorre dalla pubblicazione di tutti gli atti di gara, compresi i verbali di gara, ivi comprese tutte le operazioni e le valutazioni operate dalle commissioni di gara delle offerte presentate dai concorrenti. Lo ha chiarito il Consiglio di stato riunito in adunanza plenaria con la sentenza del 2 luglio 2020 n. 12. Il primo punto sul quale i magistrati si sono soffermati è quello della decorrenza del termine per l'impugnazione dell'aggiudicazione che «decorre dalla pubblicazione generalizzata degli atti di gara, tra cui devono comprendersi anche i verbali di gara, ivi comprese le operazioni tutte e le valutazioni operate dalle commissioni di gara delle offerte presentate, in coerenza con la previsione contenuta nell'art. 29 del dlgs n. 50 del 2016». In secondo luogo, la sentenza ha precisato che le informazioni previste, d'uffi cio o a richiesta, dall'art. 76 del dlgs n. 50 del 2016 che sono quelle relative ai candidato o agli offerenti, «nella parte in cui consentono di avere ulteriori elementi per apprezzare i vizi già individuati ovvero per accertarne altri, consentono la proposizione non solo dei motivi aggiunti, ma anche di un ricorso principale». Altro elemento oggetto di attenzione da parte dell'adunanza plenaria è quello della proposizione dell'istanza di accesso agli atti di gara che determina, hanno detto i giudici, «la dilazione temporale quando i motivi di ricorso conseguano alla conoscenza dei documenti che completano l'offerta dell'aggiudicatario ovvero delle giustifi cazioni rese nell'ambito del procedimento di verifi ca dell'anomalia dell'offerta». Con specifi co riferimento alla pubblicazione degli atti di gara e dei relativi allegati, previsti dall'articolo 29 del codice appalti, essa determina la decorrenza del termine di impugnazione; ma sono anche idonee a far decorrere il termine per l'impugnazione dell'atto di aggiudicazione «le forme di comunicazione e di pubblicità individuate nel bando di gara ed accettate dai partecipanti alla gara, purché gli atti siano comunicati o pubblicati unitamente ai relativi allegati». © Riproduzione riservata