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17/10/2019

«Garavaglia non partecipò alla turbativa della gara»

Il Giornale - CBas

I GIUDICI
Il processo ha dimostrato che mancano «elementi adeguatamente dimostrativi per affermare che Massimo Garavaglia abbia dato un contributo anche solo nella forma della agevolazione alla turbativa» d'asta e inoltre «difettano elementi per affermare una sua consapevolezza». Lo scrivono i giudici della Quarta sezione penale, presieduti da Giulia Turri, nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 17 luglio, hanno assolto l'ex viceministro leghista. Garavaglia era accusato di aver concorso a truccare una gara d'appalto nel processo che vedeva tra gli imputati anche l'ex vicepresidente della Regione Mario Mantovani. Quest'ultimo è stato condannato a cinque anni e sei mesi. Rispondeva di corruzione, concussione e turbativa d'asta. L'ex viceministro, difeso dagli avvocati Jacopo e Gaia Pensa, era imputato per una gara d'appalto per il servizio di trasporto dei dializzati del 2014, quando era assessore regionale all'Economia. L'assoluzione è arrivata «per non aver commesso il fatto». L'ex sottosegretario, che rispondeva solo di uno dei 13 capi di imputazione al centro del processo scaturito dall'inchiesta coordinata dal pm Giovanni Polizzi, è stato uno dei tre assolti. Mentre gli altri nove imputati sono stati condannati. Per Garavaglia la Procura aveva chiesto una condanna a due anni di carcere. «Il Tribunale - intervengono i difensori - dà atto che la sua versione dei fatti non è contraddetta da alcun elemento di causa e che non vi è stato alcun suo contributo né materiale né morale alla consumazione del reato contestato». Per quanto riguarda Mantovani, i giudici nel motivare la sua condanna scrivono che ha avuto «un comportamento spregiudicato» nello «svolgimento degli incarichi pubblici in costante conflitto di interessi», ha fatto «mercimonio dei doveri inerenti alla pubblica funzione» e ha fatto «ricorso al sistema delle raccomandazioni», anche perseguendo «interessi privati di natura imprenditoriale mediante la strumentalizzazione dei poteri pubblici». All'ex assessore regionale alla Sanità non sono state concesse attenuanti per la sua «mancanza di resipiscenza» e per le «rilevanti funzioni pubbliche» da lui rivestite.

Foto: LEGA Massimo Garavaglia è stato viceministro all'Economia